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16° WEN – 3 e 4 LUGLIO 2021: IL NUOVO TEMA PER IL WEEK-END DEL NARRATORE È “GENITORI”

Continua l’iniziativa WEN (il Week-End del Narratore) lanciata dal GSF sul proprio Blog, dopo la numerosissima partecipazione ai precedenti temi “Covid-19”, “Quanti siamo“, “Là fuori”, “Acqua”, “Fuoco”, “Terra”, “Aria”, “Ira”, “Avarizia”, “Invidia”, “Superbia”, “Gola”, “Accidia”, “Lussuria” e “Figli”.

Questo ciclo del WEN è dedicato alla famiglia e ha i seguenti temi (potete portarvi avanti con la scrittura):

Figli

Genitori

Fratelli

Antenati

Parenti

Coniugi.

Questo mese attendiamo contributi che parlino di:

GENITORI”.

Le regole sono sempre le stesse:

  • RACCONTI E POESIE DI MAX 3.500 BATTUTE SPAZI INCLUSI

(con una certa tolleranza, accettiamo sempre testi anche attorno ai 4.000 caratteri o anche più lunghi, spazi inclusi, ma questo vuole anche essere un esercizio per sforzarci a essere sintetici e imparare a tagliare il superfluo, pertanto Vi preghiamo di cercare di rispettare questa semplice regola).

  • Potete inviare anche più di un contributo.
  • I testi, considerato il periodo estivo, dovranno pervenire ENTRO IL 24 GIUGNO 2021 all’indirizzo:

blogautori.gsf@gmail.com

Sabato 3 Luglio saranno pubblicati i racconti e domenica 4 Luglio le poesie.

Questa è una delle numerose iniziative del GSF – Gruppo Scrittori Firenze. Per partecipare al WEN non è necessario essere soci, ma chi volesse iscriversi può ancora farlo qui e saremo lieti di accoglierlo tra noi.

genitori e figli

L’Antologia “Accadeva in Firenze Capitale” del Gruppo Scrittori Firenze inizia alla grande all’Istituto Geografico Militare

Giovedì 10 giugno 2021, con la regia del Generale Pietro Tornabene, comandante dell’Istituto Geografico Militare, che ha mostrato una spiccata conoscenza del periodo storico di Firenze e un’attenta lettura dei racconti degli scrittori, non poteva avere battesimo più eccellente l’Antologia di racconti sul periodo di Firenze Capitale a cura del Gruppo Scrittori Firenze. Dopo l’apertura dell’on. Giuseppe Matulli, ora Presidente dell’Istituto Storico della Resistenza, che ha sottolineato l’omogeneità dei riferimenti presenti nei pur differenti temi trattati dai racconti e il contributo apportato dalla presenza dell’IGM, vero lascito alla città di quel periodo, ha portato il saluto della municipalità Luca Milani, Presidente del Consiglio Comunale di Firenze, che ha rilevato il valore di questa antologia, che copre un vuoto di attenzione a un periodo per molti versi decisivo della storia cittadina. Ha quindi parlato della breve ma intensa storia del Gruppo Scrittori Firenze la sua Presidente Cristina Gatti, ideatrice di questa antologia, scrittrice essa stessa con un racconto e curatrice insieme a Sergio Calamandrei del bel risultato ottenuto, sia nei contenuti che nella cura redazionale. Quest’ultima grazie anche all’impegno della casa editrice Carmignani, rappresentata alla serata. La sfilata, per così dire, degli scrittori dei 14 racconti presenti nell’antologia, accompagnata dalle belle illustrazioni proiettate grazie alla raccolta fotografica che Calamandrei, profondo conoscitore di questo periodo storico, ha messo a disposizione della serata, hanno reso palpabile la trasformazione urbana e sociale della Firenze di quel periodo: la vita salottiera di alcune dame dei personaggi più in vista, i disagi patiti dal popolo fiorentino, spesso sfrattato dal centro storico per accogliere gli oltre trentamila travet piemontesi, la presenza di personaggi illustri come Dostoevsckij, Giovanni Pascoli, Giovanni Fattori e il gruppo dei Macchiaioli, la famiglia Stibbert, le visite di Mazzini e Garibaldi ospitati da Giuseppe Dolfi, perfino Bakunin e tanti altri che hanno finito per creare l’impressione, nella bellissima e austera Sala De Vecchi dell’IGM, di essere tornati nel mezzo delle discussioni accese (e mai terminate!) sugli sventramenti del centro storico della città, sulla nascita dei viali, del Piazzale Michelangelo, insieme all’avvio delle Società di Mutuo Soccorso e delle prime forme di organizzazione delle classi lavoratrice, moltiplicate dai tanti lavori pubblici. Conclusa da una spiritosa lettura della Presidente Cristina Gatti, sul carattere dei fiorentini (che, diversamente dai Piemontesi, accolsero con entusiasmo l’ingresso a Roma dei Bersaglieri e il conseguente trasferimento della Capitale) la serata ha dato l’impressione di essere solo l’inizio di un cammino che questa antologia vuol fare dentro la città di Firenze.

Prima fila: Nicoletta Manetti, Andrea Cantile, Cristina Gatti, Pietro Tornabene, Maila Meini, Caterina Perrone, Fabrizio De Sanctis; Seconda fila: Sergio Calamandrei, Gabriele Antonacci, Carlo Menzinger di Preussenthal, Vincanzo Maria Sacco, Renato Campinoti, Roberto Mosi.

“Accadeva in Firenze capitale” all’istituto Geografico Militare – di Antonella Cipriani

Accadeva oggi 10 giugno, in un pomeriggio in cui l’estate pare incerta a

mostrare tutto il suo splendore, nella grande sala De Vecchi dell’Istituto Geografico Militare,la prima presentazione del volume “Accadeva in Firenze Capitale” ed. Carmignani 2021, ultima creazione letteraria del Gruppo Scrittori Firenze.

Il bellissimo locale a tre navate, dal soffitto a volte sorretto da colonne in pietra serena, ha accolto il numeroso pubblico, che ha aderito con calore e interesse all’evento. Altrettanto cordiale è stata l’accoglienza da parte dell’Istituto, con i saluti iniziali del Comandante Generale Pietro Tornabene, che ha condotto sapientemente l’evento insieme ai curatori Cristina Gatti e Sergio Calamandrei.

L’antologia curata (e questa è proprio la parola giusta) da Cristina Gatti – presidente del GSF – e Sergio Calamandrei, ci offre un panorama della Firenze all’epoca in cui fu Capitale, nel breve intervallo di appena sei anni, in cui la città visse un ruolo che portò grandi cambiamenti da molti punti di vista: sociale, relazionale, urbanistico, architettonico…

La bellezza di questo libro, una raccolta di quattordici racconti, più un saggio di Andrea Cantile e le prefazioni del Generale Tornabene e di Giuseppe Matulli, sta proprio nel riportarci a quel passato, così poco conosciuto, studiato appena nei libri scolastici.

Gli autori, ognuno col proprio stile, voce, genere, competenze, sensibilità, immaginazione, curiosità, riescono a catapultarci nella Firenze del tempo attraverso le loro storie, regalandoci una visione storica, culturale, artistica, vivace, colorata, intima della nostra città.

Ecco allora Gigi Porco, alla cui Osteria tiravano a fa tardi i Macchiaioli e non solo; e poi il salotto letterario di due dame influenti, Emilia Peruzzi e Marie Laetitia Wyse Bonaparte, contrastanti e rivali; la sparizione al Bargello del famoso David di Donatello, frutto della fantasia dell’autore; il lustrascarpe curioso affetto da una forma d’artrite deformante e il conte Brassaire; il convoglio Ippogrifo su cui si incontrano uomini illustri  come Lorenzini, Pacini, Pacinotti; l’inaugurazione dell’imponente statua di Dante al centro di Piazza Santa Croce con i commenti discordanti dei fiorentini; Beppe Dolfi, il fornaio fondatore della Costituzione della Fratellanza Artigiana; Fredrick Stibbert e la sua collezione che arricchì la città; Dostoevskij che visse a Firenze, confinato nelle mura della piccola casa insieme all’affettuosa moglie; la domestica di Eleonora Corsini; la visione ucronica della città, se Poggi non l’avesse trasformata per adattarla al ruolo di Capitale; un resoconto storico dettagliato e preciso dell’entrata a Roma dalla breccia di Porta Pia; e per concludere il giornalista che nella sua storia riesce a ricollocare e raccogliere le vicende e i personaggi di tutti gli autori, un lavoro davvero interessante e abile.

Prima fila: Nicoletta Manetti, Antonella Cipriani, Andrea Cantile, Cristina Gatti, Pietro Tornabene, Maila Meini, Caterina Perrone, Fabrizio De Sancis; seconda fila: Sergio Calamandrei, Gabriele Antonacci, Carlo Menzinger, Vincenzo Sacco, Renato Campinoti, Roberto Mosi.

Gli scrittori – che non sto a nominare, tanto li troverete nell’antologia che spero leggerete – sono sfilati sul palco uno ad uno, a presentare le loro opere, a svelarci il segreto dietro la loro creazione artistica, la motivazione, la spinta che li ha portati a scrivere “quella storia” e non un’altra.

Anch’io ho letto il libro e ho apprezzato proprio questa varietà di voci, ognuna

con il proprio timbro, diverse ma tutte ugualmente capaci di creare curiosità ed emozione. L’ho proposto anche nel nostro gruppo di lettura, rivelandosi un ottimo testo per la discussione e la riflessione.

Le ore sono volate in un clima piacevole e divertente. L’evento si è concluso in bellezza per alcuni di noi che hanno avuto anche l’opportunità di visitare la biblioteca dell’Istituto – sede storica dal 1865 – un salone circondato da libri e carte geografiche, arricchito da mappamondi, affreschi (lunette raffiguranti momenti di vita dei frati Serviti), preziosi manoscritti risalenti perfino al 1400, atlanti geografici, riviste… ho scoperto che è possibile visitarla su prenotazione. Ve la consiglio.

Come vi raccomando la lettura di “Accadeva in Firenze Capitale”, un modo divertente per rispolverare la storia e riscoprire il passato della nostra città senza annoiarsi.

di Antonella Cipriani

Il vento contro

Di Massimo Acciai Baggiani

Con piacere ho assistito alla presentazione del libro della cara amica Vittoria Zedda presso il Torrino di Santa Rosa, giovedì 10 giugno, nell’ambito del Porto Seguro Show. La casa editrice riprendeva l’attività dopo la lunga pausa del Covid, presentando un numero enorme di autori, tra cui Vittoria, sotto un cielo che minacciava pioggia ma che alla fine è stato clemente. Vittoria ha parlato dei testi racconti in Il vento contro e altre storie, raccontandosi al pubblico: si tratta infatti di un libro fortemente autobiografico, pur se nella trasposizione romanzata. I testi sono molto variegati: dal romanzo breve che dà il titolo alla raccolta, al raccontino brevissimo, alla sceneggiatura teatrale (ma da cui si potrebbe trarre un film). Penso in particolare a testo di chiusura, La vita nascosta delle jane, il testo che mi ha colpito di più. Il rapporto dell’autrice con la sua terra d’origine, la Sardegna, è spesso conflittuale: una terra che non è stata gentile con le donne, spesso sottoposte ad angherie di uomini prepotenti, e lei giustamente non vedeva l’ora di andarsene, convinta che altrove la condizione femminile fosse diversa. Dal libro non a caso traspare questa vocazione femminista, questo mondo bistrattato che alza la testa e chiede di essere rispettato. È stato un piacere per me scrivere la prefazione e indirizzare Vittoria presso Porto Seguro, dove lavoro come editor (ma non sono stato io a correggere il libro); le auguro tutto il successo che merita e che seguano altri libri di narrativa, oltre che di poesia, ugualmente straordinari.

Firenze, 11 giugno 2021

Bibliografia

Zedda V., Il vento contro e altre storie, Firenze, Porto Seguro, 2021.

WEN – FIGLI – Noi – Marcella Spinozzi Tarducci

Stringendoci forte la mano
come a sentirci tutt’uno
ti abbiamo vista nascere.
piccolo passero implume, nostro soltanto.
I tuoi piedini rosei
sbocciavano come fiori vividi
stretti nella mano del mago
che ti ha condotto alla vita,
I tuoi occhi stupiti
guardavano il mondo a rovescio.
Sopra di te, come bianco gabbiano,
volava l’ala bianca della suora.

Eppure, così piccola,
tu conoscevi già le strade del mondo
e già sapevi la parola
che ci avrebbe fatto soffrire
e quella che
improvvisa
ci avrebbe colmati di gioia.
Le tue mani rugose e tenere
stringevano già tutte le cose del mondo,
il tuo pianto le reclamava tutte
nel brivido di quel corpicino guizzante.

Ti vedemmo, e sapemmo allora
di non essere soli
e di soffrire
e di esser felici.
Stringendoci forte la mano
come a sentirci tutt’uno
accettammo per noi
il dolce fardello della tua nuova vita,
piccolo passero implume, nostro soltanto.

Da: EMOZIONI
di Marcella Spinozzi Tarducci

Tutti i diritti riservati.

WEN -FIGLI – Figlia (haiku) – Carlo Menzinger

Occhi di bimba

Sorridono felici

S’allaga il cuor

Firenze, 27/03/2001

da “Rossi di sangue sono dell’uomo l’alba e il tramonto” di Carlo Menzinger di Preussenthal

WEN – FIGLI – Arianna 26 maggio 2019 – Miriam Ticci

La mia guerriera ha le gambe stanche

Ma non cede d’un passo né di mille

Per questo io l’amo e farei faville

Per mantenere nel suo sguardo anche

Quel guizzo lieve d’ironia leggera,

Passo di marcia del maratoneta

Sicuro di raggiunger la sua meta

Senza tema d’ostacolo o barriera.

Coronavirus: Gdf ferma ragazza che corre in spiaggia • Imola Oggi

Se la vita le dà un colpo basso

Ella lo accusa ma non lo subisce

Andando avanti passo dopo passo

E da cupo lo sguardo s’addolcisce,

Del cielo nella volta all’imbrunire

Raggio rosso, di sole che finisce.

di Miriam Ticci

WEN – FIGLI – A Valentina, mia figlia – Maila Meini

Giugno 1981

Non permetterti mai di ascoltare

parole-mostro o tiritere fitte

di rumori rimbalzanti su lastre

cementate da un agro morto vivo

senza nessuna crepa.

Non voglio i tuoi

colori soffocati con durezza

da dita che soltanto sanno il grigio,

il più facile se non c’è coraggio.

Urla e silenzio versa su quei ragni

L'infermiere e la terapia del sorriso”, la tesi di una neo-laureata  brindisina in Scienze Infermieristiche | newⓈpam.it - Informiamo Brindisi e  provincia

di vetro. Tristi e perverse barriere,

frantumate, tu le farai tappeto,

senza curarle, e cercherai altrove.

23 aprile 2003

Scrissi quei versi ventidue anni fa,

intessuti per te d’anima mia,

leggendo grandi schegge di zaffiro.

Li riconsegno oggi nelle mani tue,

con amore e fiera.

Tu sei così:

pur con fatica resti te stessa.

ed è questa la laurea che festeggio.

di Maila Meini

WEN -FIGLI – Che ho da fa’ pe’ campà la famiglia? – Oscar Montani

Un mussulmano sciita di Le Sieci, (FI)

di mogli in casa ne avea dieci.

Coi figli eran venti,

per non patire stenti,

mangiavano sempre pasta e ceci!

Lo scandalo della famiglia numerosa in un paese figliofobico |  Testa•del•Serpente

di Oscar Montani

WEN – FIGLI – Il tempo dell’Uomo – Carlo Menzinger

Ci fu il Tempo dell’Uomo

Venne il Tempo in cui il Dio Bambino era lontano

Venne il Tempo del Silenzio del Dio Bambino

I Figli dei Figli di Adamo

Chiamarono Dio

I Figli dei Figli di Adamo

Chiamarono il Dio Bambino

I Figli dei Figli di Adamo

Chiamarono il Genio della Terra

Solo il Silenzio rispose

Non era più il Silenzio d’un tempo

Era un Silenzio fragoroso

Un Silenzio chiassoso

Il Silenzio degli Dei

Il Silenzio del Tempo

Il Tempo del Silenzio

L’Uomo correva

L’Uomo costruiva

L’Uomo sognava

L’Uomo esplorava

L’Uomo distruggeva

L’Uomo non ascoltava

Il Silenzio era nelle sue orecchie

Il Silenzio era nella sua mente

L’Uomo cercava la Verità

L’Uomo cercava se stesso

L’Uomo cercava Dio

L’Uomo trovò solo il fragore

Il fragore del Silenzio.

L’Uomo allora partì

Partì per la Guerra

Partì per un lungo viaggio senza fine

Partì per un Sogno

Partì per un Incubo

Partì per una Donna

Odisseo e Telemaco: il rapporto padre/figlio. • Scuolissima.com
Il riconoscimento di Ulisse e Telemaco. Dipinto di Henri-Lucien Doucet (1880). Parigi, École Nationale Supérieure des Beaux-Arts.

Partì da una Donna

L’Uomo si vide intelligente

L’Uomo si vide saggio

L’Uomo si vide furbo

Ma il Serpente reggeva lo Specchio

Il Serpente strisciava muto

Ai suoi piedi

Nel Tempo dell’Uomo

Nel Tempo del Silenzio

Adamo dimenticò il Nome di Eva

Ulisse tradì Penelope

Telemaco crebbe solo

da “Il terzultimo pianeta” di Carlo Menzinger di Preussenthal

Firenze, 12/03/2013

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