WEN – COVID-19 – Ed io tra di voi – Lucia Marongiu


A volte hai la sensazione a pelle che le cose stanno per cambiare, che accadrà qualcosa che in qualche modo stravolgerà la tua vita, si muove piano, come un’onda.
Impercettibile come la deriva dei continenti.
Ma intuisci che c’è qualcosa chiamato futuro, molto vicino.
Un volto ancora celato, la presenza di un vento foriero di novità.
Lo sai, lo avverti.
Arrivò l’ambulanza, scese una donna vestita di bianco, un velo a coprire il viso, aveva gli occhi di ghiaccio e modi bruschi.
La donna mi lanciò uno sguardo di disapprovazione e io mi domandai come fosse possibile sentire tanto distante una persona e nel contempo essere in grado di leggere ogni sua espressione.
L’ambulanza partì e la mia casa spariva alla mia vista, ma ci sono posti che si affacciano nelle nostre vite, luoghi che restano impressi,che vivono nel ricordo e che restano dentro di noi.
Ecco, semplicemente, siamo il nostro tempo e la morte oggi è come un biglietto spiegazzato che tieni in tasca, non sai domani che succederà.
In cielo brilla la luna, è quella di Marzo ed è quasi piena. Siamo il nostro passare, siamo giorni buoni, siamo le parole che vegliano la luna nel cuore della notte.
Ma il vento stava cambiando, il destino stava giocando la sua partita.
Passano i giorni, nulla succedeva, la maggior parte dei malati soccombeva. Stringevo i pugni e per la prima volta avvertivo la rabbia che saliva nei muscoli dolenti.
Nodo alla gola a scendere a catena che scatena il temporale dei miei occhi che non potevano piangere.
Ci sarebbe stato un altro cambiamento. Quando la realtà supera di gran lunga la fantasia, strane cose stavano accadendo.
E arrivò il giorno, grande gioia e occhi lucidi trasparivano attraverso gli occhiali e le mascherine.
L’attenzione alle parole che di lì a poco avrebbero pronunciato. La voce impercettibilmente emozionata, lo sguardo sereno di chi ha raggiunto un primo obiettivo ma determinato a realizzare altri traguardi.
Al di là di come si ci esprime andrebbero colte le vibrazioni, le paure, le speranze che si celano tra le parole.
La disperazione lascia il posto alla consapevolezza che esisteva il futuro.
E’ curioso come certi frammenti di vita diano l’impressione di incastrarsi come pezzi di un puzzle. Ci sono giorni fatti per essere ricordati come un cerchio sul calendario. E un numero da tenere dietro alla porta a giocare sul cuore.
Ero in apprensione nella Camera rianimazione c’era il dott. Marco con tutta la sua equipe, li guardavo, vite vissute insieme dalla rime dell’amicizia, quell’esserci comunque ad afferrare un verso che racchiuda l’amore.
Ogni valore da voi trasmesso è custodito nel mio cuore . E’ l’inizio di mondo magico e quando rividi il cielo mi si presentò una scena meravigliosa, lo spettacolo pi bello che avessi mai visto: tante stelle e tanti soli, insieme, quasi a formare un abbraccio luminosissimo.
E dalla virgola degli occhi, al mento
Lacrime a bagnare questa terra . Siamo sole e tempesta.
Ecco semplicemente siamo il nostro tempo.

di Lucia Marongiu

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