WEN – QUANTI SIAMO – Quanti siamo? Parte 3 – Renato Campinoti

«Amici…amici, ascoltatemi» riesce a fatica a dire Corona, appena riprende un po’ di fiato.

«Rilassati, Corona, non c’è fretta», mi azzardo a dirgli per permettergli di parlare senza affanno.

«RILASSATI…NON C’E’ FRETTA!..voi siete matti, tutti quanti!», urla quasi disperato l’amico virus di questa stagione. E non facciamo in tempo a chiedergli il perché di tanta premura, che ha già cominciato a raccontare.

«Non c’è un minuto da perdere, credetemi. Era da tempo che non facevo il giro del mondo. Mi ero illuso che non ci fosse più bisogno di noi! Credetemi, SIAMO SULL’ORLO DEL BARATRO!»

L’urlo di Corona fa calare il silenzio nella stanza dove siamo rimasti appartati da più di due ore. Ci guardiamo, increduli, l’un l’altro. Non siamo certo avvezzi alle situazioni normali. Nessuno di noi lo è. Ma tutto ci aspettavamo fuorché un’affermazione del genere. Per rompere l’atmosfera d’imbarazzo che è calata tra noi, mi permetto di stimolare l’amico virus a iniziare il suo racconto.

«Credetemi, potrei stare qui a raccontarvi nefandezze che ho visto in giro per una giornata intera. Ma siete tutti abituati ai mali del genere umano, perciò mi limiterò a tre gravissime questioni che si sono prodotte nell’ultimo secolo e che stanno mettendo a repentaglio…ma lasciamo stare, giudicate da soli. La prima cosa che mi ha fatto impressione è la quantità e la pericolosità delle guerre che si sono scatenate su tutto il globo terrestre. Ce ne sono di tutti i tipi, scaturite dalle più varie ragioni e che non stanno attenuandosi neppure ora che ho cominciato a seminare un po’ di paura in giro per il mondo. Si combatte in Africa per la conquista del potere da parte dell’una etnia o gruppo religioso contro l’altro. In nome della religione, in certe zone, si sono compiuti e si stanno compiendo tuttora atti di una brutalità incredibile: mani mozzate, teste tagliate…in certe zone si fanno veri e propri stupri di massa, per non parlare del coinvolgimento perfino di bambini di dieci anni, con le armi in pugno ad uccidere altri bambini delle bande rivali! Un vero e proprio schifo. Per non parlare del medio oriente dove, in nome dell’una o dell’altra religione e, addirittura, di un cavillo nell’interpretazione della stessa religione, ci si ammazza, a grappoli, con uomini-bomba, spesso bambini-bomba, nei mercati, nei luoghi di culto, nelle riunioni e in ogni luogo dove si possano fare centinaia di vittime innocenti. Capitemi: non sono più guerre fra soldati, si uccide a caso, per far crescere paura e terrore e su questo affermare il proprio potere. E poi, è la cosa che più fa ribrezzo, si scopre che dietro a tutto ciò ci sono i grandi signori del mondo, i Russi, gli Americani, i loro alleati in Asia, in Turchia, in Europa. Altro che civiltà senza guerre! Siamo nel mezzo della peggiore delle guerre mondiali, combattuta con i mezzi più brutali, in tante parti del mondo e, col terrorismo, anche in Europa. E in questa parte del mondo, invece di far tesoro dei tanti anni di pace ed essere sempre più uniti, ci si spacca su qualunque questione e c’è chi è uscito e chi vorrebbe uscire dall’Unione! Perfino sui rimedi ai mali prodotti da me alla loro economia, sono stati capaci di dividersi, altro che solidarietà!»

Ora Corona riferma per riprendere fiato, ma si capisce che ne ha ancora di cose da dire. Tutti noi ci guardiamo, cercando di immaginare cosa ci possa essere di peggiore di questo che il nostro amico ha incontrato nel suo giro.

«Ma la cosa più grave ancora è quello che sta succedendo al nostro Pianeta. Pensare che ci sono ancora intere classi dirigenti, dei Paesi più importanti del mondo, che se ne infischiano delle condizioni in cui hanno ridotto il nostro habitat e corrono veloci verso il baratro! Si, perché di questo si tratta. Ho calcolato, all’ingrosso, che se dovesse continuare il tipo di sviluppo e di inquinamento che stava avvenendo fino a pochi mesi fa, tempo venti, trenta anni ci saremmo giocati definitivamente il pianeta! Ho visto cose, in mezzo agli oceani, che non potete neppure immaginare! Interi atolli di plastica che hanno già fatto sparire centinaia di razze marine! Sui ghiacciai eterni ci sono ormai migliaia di ettari di terreno erboso, gli animali di quelle zone, dall’orso alle renne a i micro organismi, stanno sparendo come razza. Il buco dell’ozono è pericolosamente vicino a diventare una falla enorme che non permetterà più all’atmosfera di difenderci dai raggi dannosi e letali. E non vado oltre perché molte cose le sapete anche voi. Siamo ad un passo dalla catastrofe e devono ancora entrare in campo miliardi, ripeto, miliardi di persone, in Cina, in India, in Africa, a mettersi anch’esse a girare in auto, ad accendere riscaldamenti e condizionatori. Non si regge! E pensare che fino a pochi mesi fa si parlava solo di dazi doganali, di stupide concorrenze tra grandi Paesi, di squadre di calcio da comprare o vendere! Mentre, lo ripeto e ne sono convinto: Siamo sull’orlo del baratro!»

Siamo tutti lì, che scuotiamola testa in su e giù per assentire ai commenti di Corona, quando lui, ripreso un po’ di fiato, inizia di nuovo a parlare.

«Ma la cosa più grave di tutte, da cui bisogna cominciare se non vogliamo che tutto sia distrutto in breve tempo, sono le persone!». Corona si ferma, ci guarda come per scrutare se abbiamo capito e qualcuno comincia a pensare che questa volta l’abbia proprio tirata di fuori. Allora l’amico dà di nuovo fiato alla bocca:«Si, amici, proprio le persone. Avete idea d quante sono arrivate ad essere su questa piccola pallina che è la terra, le persone? Ve lo dico io: stiamo sfiorando i nove miliardi! Si, questa è la cifra giusta! Se pensate che solo tre miliardi sono le persone che popolano India e Cina! Se pensate che in Africa ci sono Paesi che da soli contengono più persone dell’intera Europa. Voi siete ancora con la testa girata all’indietro, quando il mondo cominciava e finiva con la cara, vecchia Europa, dove oramai sono più i vecchi dei giovani, dove ogni anno muoio tre vecchi e nasce un solo bambino. Ma il mondo, là fuori è tutto al contrario. E seppiatelo!A dieci miliardi si va in game over! Il combinato disposto dell’habitat rovinato e una crescita della popolazione di queste proporzioni, con l’impossibilità di sfamare una quantità così larga di persone senza distruggere foreste e zone verdi, senza rispettare i più elementari criteri di sana alimentazione, tutto questo ci porta alla distruzione!»

Ora davvero cominciamo tutti a guardarci sbigottiti. Dieci miliardi, verso undici, dodici…Ha ragione Corona, a questi ritmi non si regge.

«Cosa pensi di fare, Corona», mi decido a chiedergli, per rompere la cappa pesante che si è formata.

«Cosa penso di fare io? Ma vi rendete conto che non siamo nemmeno all’inizio? Quando abbiamo voluto dare un senso alle cose, abbiamo colpito il 50 o il 60% della popolazione. Non siamo neppure ad un milione e il mondo si da fare per trovare un vaccino contro di me! Cosa penso di fare? Cosa pensiamo di fare, dovresti dirmi, voi e tutti quelli che sono di là. E soprattutto TU», mi dice indicandomi col dito puntato. «Si, soprattutto tu che non sei conosciuto e potra muoverti all’impazzata. Dobbiamo farne fuori qualche miliardo, se vogliamo essere efficaci con questa gente che sta portando il vecchio pianeta allo sfascio. AVANTI TUTTA RAGAZZI, ORA O MAI PIU’»

                                                   Fine

di Renato Campinoti 

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