WEN – LÀ FUORI – Là fuori – Manna Parsì

Là fuori

Silvia si alza di scatto con la suoneria della sveglia. Sono le cinque. Fuori è ancora buio e il silenzio regna la città. Sono i primi giorni di marzo. Ieri ha finito il turno a mezzanotte. Quando ha lasciato il reparto c’erano ancora dieci malati gravi in terapia intensiva e trenta nel pronto soccorso. “Mi raccomando domani sii puntuale Silvia. Siamo sotto organico”, aveva detto il responsabile del reparto. Appena a casa esausta si era buttata sul letto senza nemmeno cambiarsi e si era addormentata. Silvia ci mette un po’ per ritornare al presente e senza energia striscia fuori da sotto le coperte e con gli occhi ancora chiusi fa una doccia veloce. Fuori il freddo è pungente. Silvia si stringe nel cappotto e tira giù il cappello fino agli occhi e corre verso la metropolitana. L’auto della polizia è ferma lì. I poliziotti la salutano da lontano e lei sparisce nella metro vuota e fredda di piazza Cadorna.
Paola si sveglia alle cinque. Il marito e i bambini stanno dormendo ancora. Si mette la divisa, prepara la colazione per sé e la famiglia ed esce da casa. Là fuori è buio e freddo. Nasconde le mani nelle tasche e ritrae il collo tra le spalle. Si sente un buon odore di pane dal forno di Anna e lei si abbassa sotto la serranda semichiusa del negozio. Anna le consegna dei pacchi, si salutano velocemente e Paola va verso la metropolitana. L’auto della polizia è ferma davanti alla fermata di piazza Cadorna. Paola si avvicina, dà alcuni pacchi ai poliziotti e si allontana veloce. Deve essere al deposito alle sei per prendere il furgoncino dei rifiuti prima che la città si svegli. Semmai si svegliasse. Sale sulla carrozza dove è Silvia. Si salutano e Paola le rende il suo pacchetto. Scambiano qualche convenevolo e poi ognuno sprofonda nei propri pensieri.
Anna è in panetteria già da un paio di ore per controllare gli ordini del giorno. Hassan sta lavorando alla macchina impastatrice e Zahra, sua moglie, sta farcendo le brioches. Anna con il suo solito buon umore canticchia il motivo trasmesso dalla radio e comincia a infornare pane e paste. Passa Paola e si abbassa alla serranda. Anna le consegna i pacchi di pane e brioches calde. Da un paio di settimane ha deciso di distribuire i suoi prodotti gratuitamente al mondo di fuori.
Anna, Paola, Silvia e i due poliziotti non hanno smesso mai di lavorare, da quando è cominciata l’emergenza. Appartengono al mondo di fuori insieme al nemico invisibile che ha preso possesso del regno degli umani. E pensare che finora i nemici erano identificabili e si sapeva contro chi combattere. Questo nemico è invasivo e ci guarda e ci deride e ci attacca con un starnuto o un colpo di tosse e noi ci difendiamo con armi banali, guantini mono uso e mascherine.
Ed io che immaginavo che gli alieni fossero degli esseri come E.T., innocui con un ditino in su e che volessero solo ‘telefonare a casa’.

di Manna Parsì

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