WEN – TERRA – Genesi di “Psicosfera” – Massimo Acciai Baggiani

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Massimo Acciai Baggiani (a sinistra) e Carlo Menzinger, a Villa Demidoff durante una manifestazione in memoria di H.P. Lovecraft. Foto di Italo Magnelli

Alcuni romanzi vengono scritti di getto. L’autore è preso da una sorta di febbre sacra che lo sostiene per tutta la stesura e non l’abbandona finché non ha battuto l’ultima parola, lasciandolo spesso in uno stato di spossatezza come dopo un rapporto sessuale. Altri nascono come una pratica d’ufficio, con orari da impiegato di banca (così pare che lavori Stephen King). Altri ancora hanno delle gestazioni discontinue e travagliate; è quanto di solito capita a me.

Ho scritto pochi romanzi nella mia vita: dopo i primi patetici tentativi negli anni Novanta, ho completato il primo durante l’estate del 2001 [1], parallelamente alla mia tesi di laurea, e quello in effetti è venuto giù di getto. Non così Psicosfera, il cui titolo provvisorio era qualcosa come Nel tenebroso e ignoto cuore. Correva il 2016 quando mi venne l’idea, sotto forma di immagine, come spesso mi accade: vidi nella mia mente un ragazzo che ascoltava una ragazza nordica mentre questa suonava un brano di Čiurlionis [2] al piano del ristorante in cima alla Torre della Televisione di Vilnius, in Lituania. Era un’immagine molto nitida, anche perché l’avevo vissuta nella vita reale [3], “ragazzo” a parte, che immaginavo dotato della facoltà di teletrasportarsi come il giovane protagonista di Jumper, film omaggiato col nome di Giampi (Giampiero) del mio personaggio. Quel film mi aveva colpito molto per le infinite e intriganti possibilità che un tale potere implica. Già in un mio precedente racconto, dal titolo wertmülleriano di Il giorno in cui mi teletrasportai su Marte, avevo immaginato ciò che farei io se disponessi di tale potere.

Accanto al nome di Giampi c’era un altro nome che riecheggiava nella mia mente: Tarnopolski. L’avevo sentito per caso – era quello di una responsabile di un tandem linguistico di una università americana – e non mi era più uscito dalla mente. Suonava bene: capita quando si cerca un nome per un personaggio. Era perfetto per un cosmonauta sovietico del futuro. Buttai giù qualche capitolo, inserendoci anche un altro mito narrativo che mi ha sempre affascinato – quello della Terra Cava –, un simpatico astronauta cinese, Wen (sì proprio quello nominato nel mio racconto Un vecchio cinese, scritto apposta per lo scorso WEN) e naturalmente il Pianeta Rosso.

Gli ingredienti c’erano quasi tutti: come cucinarli? La risposta venne anni dopo, quando ormai mi ero arenato, come mi capita spesso con i romanzi (infatti sono principalmente uno scrittore di racconti). A quel punto conobbi Carlo Menzinger e intravidi un’occasione. Era la persona perfetta a cui chiedere aiuto per portare a termine l’opera. La sensibilità ecologista di Carlo (che condivido) ne fece una sorta di favola ambientalista in chiave fantascientifica, con elementi soprannaturali, che non mi dispiacque. Confesso che la maggior parte del romanzo l’ha scritto lui, mi pare giusto riconoscerglielo.

Volete leggerlo? Dovrete aspettare qualche mese; il direttore di Tabula Fati, editrice abruzzese, è interessato a pubblicarlo. Intanto ecco la trama ben riassunta da Carlo Menzinger (ovviamente ho omesso la parte in cui si svela il finale):

«Da tempo ci chiediamo se non siamo soli nell’Universo. C’è, però una domanda che l’umanità ancora non si è posta: siamo soli sulla Terra? Abbiamo cercato forme di vita aliena su altri mondi lontani senza chiederci se, proprio sul nostro stesso pianeta, vivessero e prosperassero razze del tutto aliene rispetto a noi. Quali misteriose cause sono legate all’improvvisa scomparsa di tre cosmonauti russi in missioni tra la Terra e la Luna e di un astronauta cinese su Marte? Che cosa ha a che fare con loro un’associazione segreta di telepati? Chi è quel giovane italiano che compare improvvisamente in ogni angolo del pianeta? Quel che sappiamo della Terra e della sua composizione interna è vero o per secoli ci siamo ingannati?

Questo innovativo romanzo di fantascienza ESP di Carlo Menzinger di Preussenthal e Massimo Acciai Baggiani, che parla di viaggi spaziali e della potenza psichica della mente, farà luce su questi e altri misteri, rivelando nel contempo la verità ignota sull’origine dei sogni, delle visioni e delle apparizioni di divinità. Psicosfera è anche una metafora di un mondo in cui i confini tra reale e virtuale, realtà e immaginazione sono sempre più incerti.» [4]

Firenze, Bar Gherardini, 18 termidoro ’28 (5 agosto 2020)
Scritto a mano al tavolino dalle 16.20 alle 16.50 – Per WEN settembre 2020

Note

[1] Acciai M., Sempre ad est, Aosta, Faligi, 2011.

[2] Mikalojus Konstantinas Čiurlionis (1875–1911) è stato un famoso compositore e pittore lituano.

[3] Sono stato in Lituania nell’estate del 2014. Si veda anche Magnelli I., Il tragicomico racconto dei tortellini lituani, in Acciai Baggiani M., Strinati F., Oltre la soglia, uno spiraglio, Firenze, Edizioni Segreti di Pulcinella, 2020.

[4] https://sites.google.com/site/carlomenzinger/home-1/i-nostri-libri/psicosfera

Pubblicato da segretidipulcinella

Direttore di Segreti di Pulcinella (www.segretidipulcinella.it)

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