WEN – TERRA – La mia terra – Manna Parsì

La mia terra profuma di cardamomo, cannella, curcuma e zafferano.

L’aria della stanza è soffocante e faccio fatica a respirare. Voglio alzarmi ma mi mancano le forze.

Il mio cuore non regge più il peso degli anni. Mia moglie sta mormorando qualcosa al medico. So già di cosa si tratta, è il momento di un’altra separazione.

Dentro la mia mente annebbiata scorrono le immagini della terra nativa, del volto dei miei genitori, della casa con il piccolo giardino di rose, della mia stanza che fino all’ultimo giorno prima della partenza era in disordine. La mia memoria continua a fluttuare nei ricordi del passato.Un passato che mi sembra non appartenga più a me, così lontano, così stanco.

L’ultima volta che vidi la mia terra ero sul dorso di un mulo. Attraversavo la frontiera camuffato da contadino che commerciava al di là del confine. I soldati erano abituati a gente che percorreva quotidianamente lo sbarramento e uno in più o in meno non cambiava nulla per loro. Tanto alla fine della giornata avevano preso le loro tangenti. Non so perché quando lasciai il mio paese per sempre non presi un pugno di terra per portarla con me. Forse oggi avrei sentito meno il senso di oblio. Invece quel giorno, una volta attraversato il confine, non mi voltai nemmeno. Ero tanto arrabbiato con quella terra che mi aveva tradito, così pensavo.

Mia moglie apre la finestra e la stanza si riempie del profumo di caffè del bar sotto casa. Il profumo della terra nuova, della casa che abbiamo costruito per i nostri figli.  Mi siede vicino e mi prende la mano e mi accarezza il volto.

Eravamo tutti e due stranieri nella nuova terra. Ci eravamo conosciuti tanti anni prima in un campo per rifugiati su un’isola. Lei scappava dalla guerra e io dalla prigione del regime. Eravamo due esiliati che stavano barattando la propria identità per la salvezza.

Altri pensieri, altri ricordi mi affiorano nella mente. Quando da ragazzo io e mio fratello tornavamo da scuola, scommettevamo sul piatto del giorno dei vicini di casa dal forte profumo delle spezie che uscivano dalle finestre delle cucine. I piatti che io stesso anni dopo cucinavo per i miei clienti. L’unico modo per sentirmi a casa era riportare qui quei profumi familiari. E poi con la nascita dei nostri figli imparammo ad amare anche questa terra e i suoi profumi. Loro la amano e sentono l’appartenenza alla lingua e alla bandiera ed io e mia moglie abbiamo accettato con nostalgia la nuova realtà per il loro bene.

Sento che sta arrivando il buio, perché il tramonto ha il suo odore. Mi ha sempre messo malinconia e ansia. Non sono sicuro di vedere l’alba di domani, ma conosco già il suo odore fresco. Voglio alzare la testa e guardare mia moglie per l’ultima volta nella sua bellezza. Sin dal primo momento mi colpì il profumo del suo corpo, ad ogni suo movimento sentivo l’odore di Cannella e chiodi di garofano.

Nella stanza si diffonde il profumo del cardamomo. Amore mio, hai preparato il tè al cardamomo come piace a me, ben zuccherato? Mi aiuta ad alzare la testa con gentilezza e  mi fa sorseggiare piano piano. Ah…ora posso dormire con questo profumo nel naso e nella testa.

La mia terra profumava di cardamomo, cannella, curcuma e zafferano.

di Manna Parsì

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