WEN – TERRA – L’amore disperso – Serena Taccagni

L’ho trovata lì, in quel pezzetto di terra che dalla grande casa dei miei nonni porta al rugginoso cancello degli orti, tra le vecchie radici di rose. L’ho raccolta già sapendo cosa fosse, era una storia che conoscevo bene. In tutte le estati che avevo trascorso qui, dai miei zero anni ai miei 15, mia nonna non aveva perso occasione per raccontarmi quell’aneddoto curioso. Sarebbe stata una storia come tante altre, se non fosse che per ottenerla il nonno si era dovuto vendere la bici, quella verde brillante, sulla quale  loro due insieme avevano passato parte della loro gioventù, lui fiero a pedalare, con le sue gambe tozze e possenti, e lei a tenersi forte al manubrio per paura di cadere, coi suoi riccioli rossi come il tramonto che le carezzavano le guance. Quelli erano stati i loro anni più spensierati, diceva sempre mia nonna, e tutte le volte che lo raccontava, le guance si rigavano di ricordi, come chiamava lei le lacrime. Ho posato la pala, i lavori in giardino avrebbero aspettato. Ci ho messo un’oretta per arrivare all’ospizio, il traffico era rabbioso in quel momento della giornata. Era da un mese che non andavo a trovarla, la amavo molto ma il fatto che non mi riconoscesse più, mi faceva stare male e pensavo ogni volta che andarci o meno non facesse nessuna differenza. L’ho trovata nella sua camera spoglia, poltrona rivolta alla grande parete vetrata, che fissava il cielo. L’ho chiamata per abitudine, lei non si è voltata, le ho accarezzato i capelli radi, bianchi come la neve e lei come sempre è rimasta indifferente, nessuna espressione, mentre io le parlavo. Ho estratto dalla tasca il mio prezioso fagotto e l’ho dischiuso, un po’ di terra del giardino è caduta tra le mie mani, l’ho alzata controluce, e ho portato la sua mano fino a toccarla. I suoi occhi si sono svegliati in un guizzo di vita, hanno incrociato i miei, lei l’ha stretta tremante e mille ricordi hanno cominciato a scivolarle giù, dalle guance fino alle ginocchia scarne. Finalmente, dopo tanti anni, la fede del nonno era nel posto giusto.

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di Serena Taccagni

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