WEN – Terra – Terra Due – Renato Campinoti

Il Presidente guardava la folla che cominciava ad allontanarsi dall’assembramento che si era formato davanti ai cancelli della Casa Bianca. Le ultime urla contro il crescente inquinamento dell’aria e per la revoca dei provvedimenti che avevano permesso tutto ciò dall’ormai lontano 2017, si stavano diradando e perdendo insieme alla speranza di ottenere un qualche successo. Era la settima volta, dal tempo di quei provvedimenti, che un Presidente vinceva le elezioni sostenuto fortemente dai padroni dei pozzi e dalla folla inneggiante ad un progressivo ribasso del prezzo dei carburanti. L’industria automobilistica aveva vissuto, da trent’anni, una nuova era di sviluppo. Le prime macchine a sollevamento verticale, benché energivore, avevano suscitato l’entusiasmo della maggioranza della popolazione che vedeva in esse inverarsi il sogno di una mobilità senza riserve.

“Mi pare che questa volta siano stati ancora meno delle volte precedenti”, disse il Presidente, portandosi il fazzoletto alla bocca per filtrare l’aria carica di smog e provvedendo a richiudere velocemente la finestra dello studio.

“Si”, si affrettò a ribadire il capo dell’FBI presente nella sala, “i miei confermano la diminuzione dei partecipanti alle proteste un po’ in tutte le città del Paese. Anche perché”, aggiunse con un tono leggermente beffardo,”abbiamo provveduto a fermare cautelativamente diverse centinaia di migliaia di facinorosi ormai noti alla polizia di tutti gli Stati”.

“Se continua così”, concluse il Presidente, “alle elezioni del 2048 non ci sarà partita per nessuno. Speriamo solo che si rendano più efficienti queste macchine antismog da istallare in tutti gli edifici”.

 

A Pechino il Presidente/Segretario stava studiando gli ultimi dati sullo sviluppo della produzione cinese. “Ci siamo!”, esclamò rivolto ai suoi collaboratori più stretti, “Ormai siamo passati avanti agli USA! Di poco, ma siamo la prima potenza del mondo!”. Anche lui si guardò bene dall’aprire la finestra sulla Tienanmen per non respirare i miasmi velenosi che lo sforzo produttivo incontrollato, unito ad una forte accelerazione della motorizzazione, stava producendo.

“Mi fanno pena quelli che volevano mettere un freno al nostro sviluppo attraverso una stretta sulle emissioni e sui consumi energetici! Loro hanno avuto lo sviluppo che volevano e adesso avrebbero voluto imporre a noi di rallentare la nostra marcia in avanti! Oramai sono rimasti solo gli europei a lamentarsi dell’inquinamento! Ma anche i russi la pensano come noi e intendono sfruttare fino in fondo le loro riserve energetiche!”

“L’unico inconveniente”, si permise di obiettare uno dei più giovani collaboratori, “è questo stato drammatico dell’aria, a Pechino peggio che altrove, che sta mettendo a rischio la salute di troppi cittadini”!

“Certo, lo so”, rispose il grande capo, “adesso che abbiamo fatto davvero il grande balzo penseremo anche a questo! Ma cosa potevamo fare? Lasciare nelle campagne e nella miseria mezzo miliardo di cinesi per salvare la terra? Abbiamo aderito al programma di ricerca per trovare nuovi pianeti abitabili per l’uomo e stanno per partire le esplorazioni, lo sapete! Ci faremo sentire per accelerare le attività… questo lo possiamo fare!”

 

Al Centro internazionale per la ricerca spaziale (CIRS) il giovane Samuel ricevette un caldo bacio sulle labbra dalla giovane e bella consorte che aveva aspettato con ansia il risultato dei test e degli esami pratici nelle varie camere di compressione e decompressione per ottenere l’idoneità a partecipare alla prima, grande missione verso il nuovo Pianeta Terra Due, come era stato ribattezzato. “Congratulazioni tesoro mio”, disse Irina staccandosi da lui, “Hai ottenuti i voti più alti di tutto il corso! L’unica cosa che mi dispiace è che ti perderò per diversi mesi! Ma sono serena, credimi. So che tornerai con notizie importanti! Non se ne può più di questa aria irrespirabile, di queste continue piogge acide. Ormai costa di più rendere potabile un litro di acqua che comprare un intero pasto al Centro commerciale!”. Irina baciò di nuovo Samuel. “Sono orgogliosa che tu faccia parte del gruppo di coloro che hanno come missione di trovare un luogo dove sia possibile andare ad allevare i nostri figli senza l’ansia delle malattie respiratorie.. o di peggio!”

“Non sarà una passeggiata, Irina”, la guardò con dolcezza Samuel tenendola teneramente per le braccia. “Sono poche le sonde che sono riuscite a raggiungere la galassia sulla Via Lattea dove si trova Terra Due. Comunque la nostra Astronave è sicuramente una delle più potenti mai realizzate…mi pare quasi un palazzo da quanto è spaziosa. Ci vorrà un carico enorme di combustibili! Sperimenteremo su un tragitto così lungo la trasformazione energetica dell’atomo in combustibile sostanzialmente inesauribile!”.

Poi Samuel guardò ancora più intensamente la giovane moglie.

“Spero solo di fare in tempo prima che l’equilibrio ecologico di questa vecchia terra si spezzi. Ne abbiamo abusato fin troppo!”

 

Da giorni ormai una pioggia incessante si abbatte sul CIR scivolando sulle lisce pareti dell’immensa astronave e formando ovunque pozze di melma che con difficoltà vengono assorbite dal sistema fognario sia del Centro che del vicino villaggio di moderne villette adibite agli alloggiamenti delle migliaia di persone, tra scienziati, tecnici delle macchine, astronauti e loro consorti.

Sono in pochi quelli che si azzardano ad uscire allo scoperto se non muniti di ampi ombrelli che impediscano alle piogge acide di inzuppare i loro vestiti.

Samuel si trova casualmente nel Laboratorio di meteorologia dove regna una grande preoccupazione per il continuo peggioramento della composizione organica della pioggia.

“Quando è che si determina la rottura dell’equilibrio ambientale?”, si azzarda a domandare al biologo a capo dell’equipe.

“Quando…te ne accorgerai da te…quando l’acqua non sarà più acqua!”

 

Alla Casa Bianca il Presidente, consigliato vivamente dalla lobby degli scienziati, si è deciso a firmare, in calce alla firma dei suoi colleghi cinese, russo e delle altre grandi potenze, il decreto per dare avvio alla costruzione di una flotta di mega astronavi in grado di trasportare quanti più abitanti possibili dalla Terra a Terra Due se la missione in partenza darà i frutti sperati.

“Abbiamo tirato troppo la corda nelle emissioni e nell’uso dei combustibili fossili” si azzardò a dire il capo degli scienziati chiamato a consulto nella sala ovale. “I Cinesi i Russi e gli Indiani ci hanno messo del loro e ora occorre accelerare lo sgombero della vecchia terra. Non ci sono alternative!”

 

La sera prima della partenza della missione Samuel e Irina si stanno abbracciando teneramente nel loro letto.

“Sta ancora piovendo, amore mio”, dice Irina. “Spero solo che le infiltrazioni denunciate dai tecnici non abbiano danneggiato le strutture principali dell’astronave…”

“Non credo proprio, tesoro”, le risponde Samuel, “dormi serena che la mattina arriva presto”.

Samuel è il primo ad alzarsi anche per la tensione che inevitabilmente si accompagna alla partenza della missione. Il rumore della pioggia sembra ancora più forte e insistente della sera precedente.

Samuel apre la finestra. Guarda fuori. Poi si rivolge ad Irina che sta aprendo gli occhi.

“Credo proprio che sia tardi per la missione”, dice rivolto alla moglie.

“Che vuoi dire?”

“Se vieni qua te ne accorgi da sola”, le dice avvolgendola con un braccio per le spalle.

Il catrame in cui si è trasformata la pioggia sta invadendo ogni angolo della zona.

Quando, dopo pochi attimi, comincia a penetrare da sotto la porta nella loro camera i due giovani si tengono stretti e cominciano a piangere.

 

Smog, la Top Ten delle città più inquinate al mondo

 

 

di Renato Campinoti

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