WEN – ARIA – Aria tra i capelli – Serena Taccagni

Glielo aveva insegnato sua nonna materna nelle lunghe estati felici, quando i suoi genitori la portavano in campagna finita la scuola, e la andavano a riprendere che oramai portava i calzettoni lunghi. Tutte le volte che vedeva un insetto per casa, uno di quelli che a lei facevano paura, prendeva un bicchiere e glielo poggiava sopra a creare una gabbia di cristallo, e poi con un foglio passato tra il bicchiere e il pavimento, il gioco era fatto, e poteva tornarsene libero all’aria aperta. E così lei pensò di fare quel giorno. Era il terzo nella nuova casa, quella che aveva preso in affitto con il suo primo vero lavoro da architetto, quella dove Enrico ancora non voleva seguirla, troppo fuori mano, lontana dal centro, e lei avrebbe dovuto imparare a fare da sola. Odiava gli insetti e non gradiva ospiti non invitati, perché la mettevano in agitazione. Ora quel piccolo essere nero giaceva lì, sotto quella prigione trasparente, rassegnato e immobile. Lei lo osservava rapita come fosse un abito dentro una vetrina, ma doveva preparare la cena, Enrico sarebbe arrivato a breve e lui non tollerava i ritardi. Lei avrebbe voluto apparecchiare fuori, ma lui aspettava quella sera per vedere la partita, e dal giardino sarebbe stato impossibile. Arrivò trafelato e distratto come al solito, lei gli indicò l’insetto ma lui era già seduto al tavolo di fronte al 36 pollici HD, con gli occhi concentrati. Lei parlava e Enrico ogni tanto la zittiva con un gesto della mano sul più bello, forse un gol, forse un rigore. Il tempo di sistemare le stoviglie, lei, esultare per qualche magnifica parata, lui, un bacetto al volo sul divano dove Enrico si era trasferito tra gli spaghetti e le cotolette di pollo, qualche sbadiglio, e poche parole, lui era sempre stanco, preso da ogni cosa nella vita, meno da lei. Enrico si congedò presto, l’indomani lo attendeva una giornata piena di lavoro, così una volta accompagnato alla porta, lei si diresse verso il suo bicchiere come fosse un prezioso tesoro, lo prese delicatamente e tremante percorse pochi passi in giardino. Lo depositò nel prato e con un gesto rapido tolse il coperchio, il ragnetto sembrò sentire l’aria fresca della sera, stiracchiò le zampette e a lei parve di vedere un’espressione felice mentre lui si muoveva nell’erba umida. Quello per cui prima provava solo repulsione, adesso le suscitò una sincera empatia. Si ritrovò a sorridere per quella libertà riconquistata da quel piccolo essere occhiuto e finalmente capì che anche lei aveva bisogno di aria. Il suo bicchiere era Enrico.

Ragno Preso Sotto Una Ciotola Di Vetro Immagine Stock - Immagine di timore,  drastico: 32539559

di Serena Taccagni

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea il tuo sito web con WordPress.com
Crea il tuo sito
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: