WEN – IRA – Categorie umane – Arianna Zeta

“Allora, Marco, stammi bene a sentire, perché lo ripeto per l’ultima volta, va bene?

Le persone si dividono in quattro categorie. Quelli che non devi far incazzare, quelli che non sanno che esistono persone da non far incazzare. . .

Non te l’aveva detto Anna?

Marco, non t’impicciare della vita personale di Lucrezia, perché lei è gelosa delle sue cose e se si arrabbia sono guai.

E tu che fai? Entri nella mia stanza e ti metti a frugare nelle mie valigie, nei miei armadi, cassetti, peccato che sul più bello sono tornata a casa. Avevo avuto un presentimento. Non mi avevi convinto e avevo deciso di metterti alla prova.

Dopotutto non te l’avevo detto anche io che non dovevi toccare la mia roba?

Certo non potevo dirti che ho un secondo lavoro, molto particolare. Ma, a questo punto, immagino che tu abbia capito di cosa si tratti…pistole, fucile di precisione, mirino, silenziatore…

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Dunque, dicevo che le persone si dividono in quattro categorie. Quelli che non devi far incazzare e quelli che non sanno che esistono persone da non far incazzare. Poi ci sono quelli che vivono in pace e quelli che riposano in pace.

E quando mi hai visto sei impallidito.

Che ci fai qui? Mi hai chiesto. Non eri andata in palestra?

Che domanda banale, dettata dall’espressione infuriata della mia faccia! Peccato che io sul tuo volto ne abbia vista un’altra, quella della paura. Terrore allo stato puro. Forse perché non pensavi che quella bambolona di assistente di volo, ben carrozzata e dal volto simile a una Barbie, potesse arrabbiarsi così tanto. E menare così tanto.

Ricapitolando, io faccio parte della prima categoria mentre tu non mi hai ancora detto a quale categoria appartieni… ma adesso tutto questo non ha importanza, perché devo andare via.

Un aereo pieno di turisti diretti a Cuba mi aspetta. Colpa tua se devo lasciare l’Italia, ma tu non fare quella faccia, lo hai sempre saputo che sono una tipa permalosa.

Io sono una che se si arrabbia non ti toglie l’amicizia su Facebook, ti toglie la vita. 

Ciao Marco, riposa pure in pace. Dopotutto lo sai anche tu che la vita è un’avventura dalla quale non se ne esce vivi.”

di Arianna Zeta

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