WEN – IRA – Misi in moto e partii, la luce di ottobre era mite nei suoi riflessi di rame – Sandra Torrini

Misi in moto e partii, la luce di ottobre era mite nei suoi riflessi di rame. Un tunnel magico di color oro incorniciava la strada. La bellezza dell’autunno intorpidiva il mio dolore. Ricordavo i quadri degli Impressionisti e mi sembrava di esserne entrata a far parte. Monet, Degas, Renoir tutti uomini che avevano segnato una svolta nella pittura.

 La campagna del Chianti mi ipnotizzava con le sue sfumature autunnali, tanto che ad una curva dimenticai di girare lo sterzo e mi ritrovai fuori strada direttamente in un campo. Dopo tanto frastuono, il silenzio.

Mi sentivo debole e non riuscivo a capire dove ero finita. In lontananza il rumore di un trattore. Mi feci coraggio e iniziai a controllare la mobilità del mio corpo. La testa, gli arti superiori e inferiori tutti stavano rispondendo ai comandi della mente. Realizzai che ero bloccata all’interno dell’auto che si era fermata in verticale, appoggiandosi ad un provvidenziale olivo che ne aveva interrotto la discesa.

Determinai di non lasciarmi sopraffare dal panico e iniziai, con una leggera respirazione, a riprendere la calma necessaria. Non potevo muovere il braccio sinistro che era incastrato tra il volano e lo sportello che era a terra bloccato.

Accidenti devo farcela a riuscire a premere il clacson! Forza! Coraggio!

Cercavo di farmi forza e non pensare che la strada era una di quelle secondarie, raramente percorsa, e che intorno a me c’era il niente. Soltanto un’ora fa ero rimasta scossa da quello che Walter mi aveva detto riguardo alla nostra relazione, ossia che era arrivata alla sua naturale conclusione.

Che stai dicendo? Casomai stiamo passando un momento di crisi come accade a tantissime coppie! Niente di più!

Benedetta, come mai continui a mentire ancora a te stessa? Ti ho appena detto che sono innamorato di un’altra donna, ma tu ancora fai finta di non sentire, di non capire. Basta! La nostra storia è finita! Non ti amo più!

A quelle parole, quasi gridate, mi ero paralizzata. Un dolore sordo partiva dal cuore e mi gelava. Ero sbiancata.

Dai, Bene, non fare quella faccia, lo sapevi anche tu! E’un anno che non stiamo più insieme! Siediti! Adesso vado a prenderti un sorso di vino.

Vide il fermacarte a forma di cuore che lei gli aveva donato per un San Valentino,tanti anni fa.

Lo prese in mano. Era un cristallo di rocca bellissimo e freddo, come lei sentiva il suo cuore. Lo strinse forte e la punta s’infilò volentieri nella sua mano.

 Il dolore fisico la richiamò alla realtà, proprio a quella che lei non aveva mai voluto vedere. Un’altra donna. Un altro amore. E adesso …sola.

Benedetta, non fare così rimarremo amici, per sempre!

Furono quelle maledette parole “per sempre” a darle il coraggio di lanciare.

Lui urlò. Lei se ne andò.

Adesso nell’auto bloccata si chiedeva se avesse preso la giusta decisione.

Correte! C è un’auto nella scarpata! C è qualcuno dentro! Chiamate l’ambulanza! Presto! Si muove.

Nesso, auto nella scarpata Soccorsi con l'elicottero - LaProvincia.it/COMO  - Cronaca, Canzo

È ancora viva!

Sorrideva mentre i Vigili del Fuoco cercavano di farla uscire dall’auto.

Signora!  Signora, coraggio! Ce l’ha fatta! È andata bene!

 Le tinte adesso erano più ramate e anche il verde del prato appariva più scuro evanescente.

Alzò gli occhi e un tramonto infuocato incorniciava le foglie aggiungendo sfumature di arancio a quel tripudio di colori.

Aveva preso la decisione giusta. Era felice di non averlo ucciso.

Nell’esplosione della bellezza delle tinte che colorano la vita, l’amore, in fondo, è solo una sfumatura.  

di Sandra Torrini

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