WEN – IRA – Imamiah – Carlo Menzinger

Rovente giunge nel tramonto cupo

Color del sangue di chi fu ucciso

Imamiah bianco e immenso sogno

Percorre le strade qual fiero lupo

E con immani colpi lui deciso

Le auto che incivil fan ristagno

In doppia fila lui dur capovolge

E con piroette in ciel le travolge.

Furioso soffoca con fiero soffio

Eterni scaltri evasor immondi

Con vorticar di fattur impagate

Popol del fisco frodator e loffio

Con eruttar ardente dalle grandi

Possenti nari ecco son spazzate

Tutte le vie e tutte l’ampie strade

Di queste ‘sì amate car contrade.

Ed ecco or che il suo soffio puro

Vomita lava sui contorti corpi

Di quei rachitici raccomandati

Che si rivoltan nel fiammar oscuro.

Con il suo passo possen aspre serpi

Di questo mondo pesta con pie’ beati

Imamiah il sommo, il grand’Imamiah!

Il giustiziere Imamiah. Ah! Ah! Ah!

Colossal ecco vien il grand’Imamiah

Gigante tra nani e ballerine

Ballerin in tanga e reggiseno

Il giustiziere Imamiah. Ah! Ah! Ah!

Nudo tra la folla lui scorge crine

Del peggior dei peccator senza meno.

Incandescente il suo sguardo vede

Politican farnetican che ride.

Con iracondo batter d’ali schizza

Volteggia, si proietta e si tuffa

E la volgare genia or travolge

Dei maghi dell’illusion che impazza

Della promessa nata mort’e goffa.

Ecco l’applauso or coral l’avvolge

Dei Principati suoi par e con loro

Cherubin plaudon con i Tron in Coro.

Ancor volteggia Imamiah con l’ali

Corrotti e corruttor tutti piega

Sotto i suoi roventi giusti colpi.

Dei bilan falsificatori sleali

e mistificator di bassa lega

E plagiatori e cantori turpi

di verità e moral biech’e false

Travolge ché in fallo tutti colse.

Ah, Imamiah! Ah, Imamiah celeste!

Il batter delle tue immense ali

Diffond’alfine la divin giustizia

Sulle nostrane facilone creste

Sulle volgari furberie mortali

Sull’arroganza e pur la malizia

La prepotenza soffia via dal mondo

Col perbenismo, il razzism orrendo.

Ecco incede Imamiah e spazza

Il moralismo più bigotto dei gonzi

I truffatori e gl’imprenditori

d’inganni e dei ladri la vil razza

e con lor tutti quegli altri stronzi

che degl’onesti si prendono gioco.

Imamiah li avvolge col suo fuoco.

Ah, Imamiah! Quanto t’abbiam atteso!

Tu non sarai l’Alfa né sei l’Omega.

Non suonerai le trombe del Giudizio

Universale. Nel tuo pugno teso

La chiave che l’Abisso a Dio piega

Non serri, né catene di topazio

Per domar il Dragone che c’ha presi,

Né tieni il quarto dei sette vasi.

Hai solo schiaff’e fiamme per i figli

Suoi, volgari e ridicol nani

Ma quanto bene ci fa il tuo vento

LE RIVOLUZIONI NASCONO IN BIBLIOTECA | La legenda di Carlo Menzinger

Quando quei vili un a un sbaragli!

Quant’aria ci portano le tue mani

Se li colpiscono sul brutto mento!

Quanto ci scalda il cuor il tuo fuoco!

Davvero per gioir ci basta poco.

Ah, Imamiah! Grazie: C’hai liberato!

Grazie per non averci fatt’uguali

A chi si crede miglior di noi tutti

solo perché calpesta da ingrato

chi mollemente fare tutt’i mali

lo lascia e ride poi com’i matti.

Ah, Imamiah! Ah, Imamiah furente!

Ah, Imamiah! Ah, Imamiah ardente!

di Carlo Menzinger di Preussenthal (tratto da “Il terzultimo pianeta“)

Firenze, 24/11/2006

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