WEN – AVARIZIA – L’investimento – Marcovalerio Bianchi

Quel sabato pomeriggio Luigi non appena raggiunse i due amici alla vecchia casa del popolo del quartiere, subito si affrettò a dare la notizia.

«Ragazzi, guardate un po’ qua che è successo!» disse mostrando la prima pagina della “cronaca di Firenze”.

«Un incidente mortale? Un altro? Eh, ce ne sono tanti, speriamo almeno che non si tratti di un giovane.» rispose Gualtiero.

«No, no, però si tratta di una nostra vecchia conoscenza, uno della nostra età!» precisò Luigi.

«Fammi vedere un po’!» esclamò Corrado incuriosito, dopo essersi messo gli occhiali ed essersi impossessato del giornale.

«Ma guarda te! Ma questo è il nostro amico Loris, è stato investito da un pirata della strada!» constatò Corrado.

«Ex amico.» precisò freddo Gualtiero.

«Beh comunque lo si consideri, almeno avrebbe potuto godersi qualche anno di pensione, come noi, invece Loris era sempre impegnato col lavoro.» intervenne Luigi.

«Quel tirchiaccio di Loris ha sempre pensato a fare i soldi senza mai preoccuparsi degli altri. Se pensate che me ne importi qualcosa vi sbagliate! Che vada pure all’inferno, lui con la sua agenzia immobiliare! Mi ribolle ancora il sangue quando penso alla fregatura che mi dette quando mi vendette la casa, non solo a un prezzo esagerato, ma mi nascose anche che c’era da spenderci un sacco di soldi per sistemarla.» sbraitò Gualtiero ansimando dalla rabbia.

«Ce l’hai raccontato almeno cento volte Gualtiero! In effetti hai ragione, non si può proprio chiamare amico uno come lui che pur di fare i propri interessi non guardava mai in faccia nessuno! Ha finito per fare soldi a palate ma alla fine ha perso i pochi veri amici che aveva. Però ho anche dei bei ricordi di Loris, bastava che non ci fossero i soldi di mezzo e il più delle volte era simpatico e divertente. Pensate che una volta in vacanza in Slovacchia gli sarebbe piaciuto entrare in un museo. Seppure all’ingresso c’era un custode che lo aveva invitato a entrare, lui, subito pensando che fosse a pagamento rifiutò, ma il sorvegliante continuava a insistere in un discreto inglese che tuttavia Loris non comprendeva. Più il custode insisteva, più lui trovava scuse per non entrare. Diceva che non aveva tempo, che avremmo perso il treno e altre baggianate inventate di sana pianta per non tirare fuori un centesimo. Non appena Loris riuscì a sganciarsi, io e un altro amico, fregandocene delle scuse escogitate da Loris, ci dirigemmo verso il custode con i soldi alla mano intenzionati a pagare il biglietto. Avreste dovuto vedere che faccia fece Loris quando il sorvegliante ci fece entrare spiegandoci che il museo era gratuito! E che faccia fece il custode quando poi lo vide entrare quatto quatto con la testa abbassata!» raccontò Corrado tra un sorso di birra e un altro per poi scoppiare in una risatina.

«Comunque Loris col suo comportamento era riuscito non solo a perdere tutti gli amici, ma anche a farsi molti nemici.» «Però penso» continuò Luigi, «che la più grande stronzata della sua vita l’abbia fatta a una sua ex. Forse voi non lo sapete ma, alcuni anni fa, si fidanzò con una bella mulatta brasiliana più giovane di lui di una ventina d’anni. Lui ormai era ricchissimo e nonostante la differenza di età e di possibilità economiche, lei lo amava senza mai trarne vantaggio, tanto è vero che continuava a mantenersi lavorando duramente come cameriera. Dopo un paio di anni di fidanzamento lei si trovò costretta a chiedergli quindicimila euro per un’urgente operazione chirurgica che avrebbe salvato la vita di uno dei suoi figli che con grandi sacrifici aveva sempremantenuto in Brasile. Avaro com’era lui tergiversò rimandando di giorno in giorno. Probabilmente arrivò persino a pensare che quella fosse una scusa per ritornare in Brasile con un gruzzoletto di soldi… Quando, dopo un mese il figlio morì senza che lui le avesse dato un solo euro, da allora lei scomparve.»

«E lui che fece?» chiese Corrado.

Il lungo cammino della donna nera nel cinema americano

«Mi è stato raccontato che si pentì e cercò in tutti i modi di riprendere la relazione con la fidanzata ma lei aveva volutamente fatto perdere ogni sua traccia. Non trovandola, comprese il suo madornale errore, ma ormai era troppo tardi. Pare che da allora non ebbe più nessuna relazione stabile.» rispose Luigi.

«Che storia triste, è tanti anni che non lo vedevo, non mi immaginavo proprio…» commentò Corrado.

«Macché triste! Bastardo maledetto!» esclamò Gualtiero non provando nessuna pietà per Loris.

«Ehi, ma guardate un po’ cosa dice quest’altro trafiletto. Incredibile!» disse Luigi che nel frattempo si era ripreso il giornale. Iniziò quindi a leggere a voce alta un paio di righi: “…da quanto emerge dalle dichiarazioni di un testimone pare che il conducente dell’auto pirata, fosse una donna di carnagione scura, forse una mulatta, sono in corso le indagini…”

I tre anziani si guardarono l’un l’altro allibiti.

di Marcovalerio Bianchi

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