WEN – INVIDIA – Il tubo – Serena Taccagni

Mentre lei contemplava il mare calmo tra le braccia rassicuranti di Francesco, pensava a come la vita sia imprevedibile, e come da una cosa negativa, come l’invidia, potesse nascere una cosa così bella come l’amore. Appena sei mesi prima lei, che viveva da sola ormai da molto tempo, era tornata a casa con sua mamma, dopo la morte di suo padre, e per un banale problema di sostituzione della caldaia, era nato uno scontro epocale, imbastito in modo univoco dai suoi condomini, in special modo da uno, il solito, quel bastian contrario che si trova in ogni condominio, come le aveva fatto notare la dipendente comunale. Lui non tollerava che lei e sua madre avessero deciso la sostituzione della caldaia senza domandare a lui, senza chiedergli il permesso. Lui che aveva sempre agito, nel condominio, in piena libertà, come del resto gli altri condomini, facendo tutto ciò che voleva, ma di quel tubo messo a norma, lui non ne voleva sapere. Aveva fatto segnalazioni ed esposti al comune, all’asl, ma nulla era cambiato. Una sera d’estate aveva aspettato che Carla uscisse sul terrazzo con sua mamma e l’aveva aggredita verbalmente, sicuramente voleva cercare di provocarla, era pieno di rabbia, le disse cose irripetibili, e pure di fronte a sua madre, le disse che a lui quel tubo non piaceva, glielo avrebbe

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fatto togliere a qualunque costo. Lei calmissima cercò di spiegargli che quel tubo non lo aveva portato a tetto come non piaceva a nessuno del condominio, credendo di fare cosa gradita, e lo aveva lasciato quasi uguale, rispettando le norme, ma quel quasi a lui  non andava giù, e infervorato dalla rabbia continuò dicendole che lei avrebbe fatto bene a trovarsi un uomo, che forse le mancava un po’ di sano sesso, come se sapesse quello che lei faceva e con chi, e come se questo c’entrasse qualcosa con la caldaia, e che forse lei era astiosa perché non aveva avuto figli, ed era gelosa di lui e della sua bella famiglia, e quel tubo lo aveva messo per fargli torto. Lui le vomitò addosso tutte le bassezze più infime, facendole notare infine quanto inutile fosse stata la laurea di lei in architettura, dopo che avevano frequentato le superiori insieme.  Clara allora capì che non era una questione di tubo, ma di invidia, dal momento che lui era rimasto un piccolo geometra disoccupato. Le due donne rimasero allibite da quelle accuse infondate, e lo lasciarono ai suoi discorsi sconclusionati.  Nei giorni seguenti la sfuriata, arrivarono nell’ordine, il controllo dei vigili e quello della Regione. E adesso mentre lei guardava il mare, ripensando a quella grande cattiveria di quel piccolo omuncolo, stringeva a sé Francesco e sorrideva, era felice che quella brutta invidia le avesse portato proprio quel tecnico della Regione, bello e adorabile, a controllare la sua caldaia.

di Serena Taccagni

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