Gabriella Zonno legge per il GSF l’antologia “Sparta ovunque”

Diciamo subito che si tratta di una raccolta di  racconti, per la precisione sette. Il testo appartiene al genere ucronico, termine molto caro a Carlo di Menzinger. Sei  racconti su sette sono stati scritti da uomini eccetto uno, scritto da Linda Lercari. I racconti sono tutti incentrati ovviamente sulla civiltà spartana, anche se si intravvede molta fantasia e creatività. Il libro è piaciuto anche e soprattutto per questo. Va anche detto che il testo non è apparentemente abbordabile in quanto bisogna almeno conoscere a grandi linea la storia greca

e in particolare quella spartana. Lasciatemi dire che, a mio modesto avviso, è una raccolta di racconti particolari quindi non un’operazione semplicistica. Tutt’altro. Mi è piaciuto  molto anche il fatto di riportare in copertina una delle più famose formule di saluto “ Sparta ovunque”. Al che sorge spontanea una domanda: ovunque, in che senso? Hanno provato a rispondere i sette autori. Riuscendo a creare o ricreare la mentalità spartana e la società spartana.  Non quella di Licurgo (Λυκοῦργος ),  ma sicuramente è riportata abbastanza fedelmente la struttura della società spartana. In ogni caso, i racconti che mi hanno colpito di più sono stati quelli di Carlo Menzinger, per la sua originalità. Il titolo del suo racconto è:” Gli anni del fuoco e del ferro”. Racconto che narra una rivolta ambientata nella biblioteca di Alessandria. Vicenda ambientata nel 1917 o meglio nell’anno olimpico 2693.

Sparta ovunque

“Era il tempo di Sparta. Quel periodo sarebbe stato ricordato come gli Anni del Fuoco e del Ferro”. Vi ricorda qualcosa tutto ciò ? A me si…..A questo proposito lasciatemi dire che Carlo ha qualcosa di speciale, in qualità di scrittore. C’è qualcosa che va oltre l’essere bravo o meno nella scrittura. Mi  ha colpito il racconto di Linda Lercari (“Nella terra dove si  sveglia il sole”), per aver immaginato una società a metà spartana e metà giapponese. Ricordo che la società  e la cultura giapponese sono tra le più raffinate al mondo. Fatemi dire che la bandiera giapponese ricorda in modo simbolico che il Giappone, ovviamente per i giapponesi, è il Paese del Sole. Giustamente l’incipit di questo racconto è il seguente: “Inari osservò con curiosità il sorgere del sole…”, ambientato in un ipotetico regno denominato  Nippon-koku. Anno olimpico 2786, ovvero nel 2010. Il racconto che mi ha divertito maggiormente,  però,  è stato il racconto di Massimo Acciai Baggiani ( “Lo scisma”). Vicenda ambientata nel 2024, ovvero nell’anno olimpico 2800.  Il racconto narra la vicenda di una famiglia spartana che emigra. Il punto più gustoso del racconto è dedicato alla Belva, che altro non sarebbe che “un carro a vapore”.  Si intuisce poi dalla descrizione che tale strano oggetto non é altro che il treno. Acciai, in ogni caso, non si diverte solo ad immaginare come gli spartani avrebbero potuto descrivere e pensare di strumenti tecnologici ma ci propone anche il tema della diversità e quindi il dialogo con culture diverse dalla propria. Apprezzabile tale attenzione, non vi è bisogno nemmeno di spiegarne i motivi.

Un libro prezioso per i temi trattati e per l’originalità dei racconti. In breve un libro da leggere con attenzione, che non troverete almeno per il momento in formato digitale ma soltanto in formato cartaceo.

Prof.ssa Gabriella Zonno

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