WEN – SUPERBIA – De superbia – Cristina Gatti

“…Quest’ultima preghiera, segnor caro,
già non si fa per noi, ché non bisogna,
ma per color che dietro a noi restaro”…

“…Oh vana gloria de l’umane posse!
com’ poco verde in su la cima dura,
se non è giunta da l’etati grosse!…”

Purgatorio, Canto XI

Possibile che nessuno se ne accorga? Sono certo che lo fanno per invidia. Io non sono invidioso, non vedo proprio che cosa avrei mai da invidiare a loro. Ho tutto!

Certo, me ne rendo conto, deve essere difficile per gli altri non avere i numeri che ho io. E fanno finta di non vedermi, poveracci. Sono così bravi a ignorarmi che credo non abbiano più la capacità di vedere la realtà.  Se la raccontano dalla mattina alla sera.

Qualsiasi cosa io mi metta a fare sono il più bravo di tutti. Ieri ho venduto la villa del Campolmi per due milioni di euro, quando dicono che il mercato immobiliare è fermo, che c’è la crisi, che le aziende falliscono, che il paese è in bancarotta. Mah! Sarà… Io guadagno di più col Covid che quando erano in giro quei branchi di incompetenti. Per fortuna, dato che sono anche paurosi, se ne stanno in casa. Ho guadagnato il due percento, lo sapete quanto è il due percento di due milioni di euro? Mi ci compro il quarto appartamento da affittare.

E poi mi dicono: “Non ne fare troppa pubblicità, potresti suscitare delle invidie”. Perché mai non dovrei dirlo che sono un vincente? Tanto sono sotto gli occhi di tutti, lo stesso: la mia superiorità è evidente. E la loro invidia è palese come la loro indifferenza.

 Aveva proprio ragione quel grand’uomo del tedesco che voleva epurare la razza ariana dagli ebrei: se in giro ci fossero solo uomini come me il mondo andrebbe meglio. Non siamo tutti uguali, ci sono i parassiti, gli esseri che vivono sulle spalle di quelli bravi, di quelli che producono, che costruiscono, che guadagnano, come me. Per come la penso io, se quel progetto fosse andato in porto davvero, oggi staremmo meglio. Per sfortuna però, quelli si riproducono! Forse Hitler, invece che bruciarli, avrebbe dovuto sterilizzarli tutti, come si fa con gli animali, perché non siano troppi e si mangino il cibo a vicenda fino a sbranarsi. Anche se, a ben ragionare, quelli non hanno nemmeno la capacità di lottare tra di loro per la sopravvivenza. Tanto sono sfamati dal lavoro degli eletti.

Mi sarei anche stufato di pagare le tasse e di condividere la mia ricchezza.  Sarebbe l’ora di fare una vera pulizia. Chi non è capace di provvedere a sé stesso, chi non ha abbastanza soldi per mangiare e per curarsi, chi è malato, dovrebbe essere allontanato. Non siamo tutti uguali. Prima o poi ci arriveremo a una selezione naturale. Con questo governo poi, che fa di tutto per distruggere i deboli, si farà presto. Rimarremo in pochi, per fortuna.

Io non mi cambierei con nessun altro. Sono talmente unico che per me è sempre stato molto difficile trovare una compagna alla mia altezza. Dopo un po’ di tempo, inevitabilmente, mi accorgo di aver scelto una debole, una di loro. Una donna che pretende di essere amata come vuole lei, che pretende tutto il mio tempo, che vorrebbe che rinunciassi ai miei investimenti per comperare una casa più grande per lei e mille altre pretese assurde.  Come, per esempio, volere più attenzione.

C’era una di Montecatini, non ricordo nemmeno il nome, che diceva che non mi occupavo di lei, che non le chiedevo cosa le piacesse e altre cazzate del genere. Era una gran bella donna, ma alla fine mi sono scocciato. Perché poi avrei dovuto pensare a cosa le piacesse? Che lo facesse da sola.

Dopo un po’ di tempo, tutte diventano come gli altri. Delle parassite, ingrate e insoddisfatte. Ma non si rendono conto queste donne della fortuna che hanno avuto ad incontrare me? Ci deve essere in giro un qualche nuovo virus che rende le persone cieche alla verità.

Io non mi scoraggio mai, ho avuto la fortuna di essere quello che sono. Prima o poi troverò qualcuno che io possa sentire un mio pari. Nel frattempo sto da solo e mi basto!

di Cristina Gatti

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