WEN -GOLA – È pronto in tavola – Brunetto Magaldi

Il professor Luigi Vergati, già ordinario di latino e greco, alla soglia dei settanta anni era, sia pur malvolentieri, andato in pensione.

Da cinque anni vedovo, abitava da solo nel vecchio appartamento in affitto dove aveva trascorso cinquantatre anni con la sua amata Rosa, dove aveva cresciuto i suoi tre figli, dove aveva i suoi libri e tanti ricordi.

Cominciava ad avere qualche acciacco e non poteva rimanere solo in quell’appartamento troppo grande per una persona sola.

Il figlio maggiore Carlo, sposato con un figlio, d’accordo con la moglie, decise di ospitarlo presso di sé e gli mise a disposizione una stanza del suo appartamento.

 Il professore che non se la sentiva più di rimanere solo, senza la sua adorata Rosa, che ogni angolo della casa gli ricordava, vi si trasferì.

Carlo gli preparò al meglio la sua stanza, con un letto, una comoda poltrona ed un mobile con funzione di scrittoio e piccola libreria dove sistemò i libri, in gran parte classici greci e latini, che il padre aveva portato con sé.      

Il professore si alzava verso le nove per lasciare il tempo ai suoi anfitrioni di usufruire liberamente dell’unico bagno e, verso le dieci e mezzo, faceva, a piedi, una breve passeggiata non allontanandosi mai molto da casa.

Se il tempo non lo consentiva, si sprofondava nella sua poltrona a leggere (e rileggere) suoi classici.

Amava i classici latini e greci sia nella traduzione italiana, sia in lingua originale anche se, a poco a poco, su alcune parole, su alcuni lemmi o costruzioni la memoria lo stava abbandonando.

Dopo pranzo si concedeva una breve pennichella e poi, durante il periodo scolastico, si metteva a disposizione del suo nipotino per aiutarlo nelle sue incombenze scolastiche.

Dopo cena un po’ di telegiornale ed altri programmi insieme ai famigliari e, verso le undici, si ritirava nella sua stanza.

Quella domenica prima di pranzo stava rileggendo nella dotta traduzione di Andrea Aragosti, il Satyricon di Petronio ed era arrivato alla famosa cena di Trimalcione.

Già il nome del traduttore, Aragosti, gli aveva fatto venire l’acquolina in bocca al ricordo di quando, alla fine di ogni anno scolastico, insieme ai suoi colleghi si recava nella mitica Trattoria “Da Felice” dove la specialità era proprio la Catalana di Aragosta. 

E leggendo delle strane ed oggi improponibili delizie ammannite sulle tavole del rozzo Trimalcione e dei suoi ospiti, così brillantemente descritte da Petronio, si era addormentato.

Sognò, quasi per contrappasso, le delizie ed i manicaretti che in tante occasioni gli aveva preparato la sua Rosa e che lui, da buona forchetta quale era stato, aveva apprezzato e gustato durante la loro lunga unione.          

Spaghetti alla carbonara, bucatini all’amatriciana, trenette al pesto, agnolotti, tortelli, cappelletti, lasagne e poi ancora saltimbocca alla romana, involtini preparati con i più vari e saporiti ingredienti, mozzarella in carrozza, osso buco, coda alla vaccinara, cotechino con le lenticchie ecc. ecc.

“È pronto,… è pronto in tavola.”

Risultato immagini per spaghetti alla carbonara

Al richiamo della nuora si svegliò di soprassalto e, dopo aver riordinato le idee, ancora un po’ confuse dalle visioni oniriche, prese il suo posto a tavola.

E con sua grande e gradita sorpresa, vide che la nuora stava distribuendo sui piatti del marito e del figlio, invitanti spaghetti alla carbonara.

Tese il suo piatto, già pregustandone il sapore, tutte le papille gustative nell’interno della sua bocca allertate, ma la nuora lo fermò:

“A te no papà, le tue analisi, che abbiamo ritirato ieri, dicono che hai il colesterolo troppo alto. Nella carbonara ci sono le uova che non ti farebbero certo bene. Per te ho preparato gli spaghettini all’olio“.

di Brunetto Magaldi

Una opinione su "WEN -GOLA – È pronto in tavola – Brunetto Magaldi"

  1. Nooo poverino!! Non gli rimane che commettere peccati di gola nei sogni, lì il colesterolo non può venire a rovinare tutto!

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