Antonella Cipriani legge per il GSF “Ai tempi del Biondo” di Marco Mannucci

Un lungo viaggio nella memoria, il libro “Ai tempi del Biondo” di Marco Mannucci scrittore, amico, nonché stimato medico internista che ho avuto il piacere di conoscere e apprezzare nella mia attività professionale.

Uno spaccato di vita che va dagli anni del dopoguerra (quando bastava poco per essere felici e i rapporti umani erano rafforzati dalla solidarietà, da sentimenti di sostegno e condivisione rinvigoriti dalla guerra appena trascorsa) fino al giorno d’oggi.

L’autore ripercorre gli anni della sua infanzia, adolescenza, maturità, vissuti nel rione del Lippi, una frazione di Firenze Nord – una sorta di isola nella città – sconosciuta a molti, perché non di passaggio ma nascosta, al confine con la ferrovia.

In queste pagine, dense di pathos, l’autore narra in maniera precisa, dettagliata, le storie di coloro che vi hanno abitato e tuttora abitano, le relazioni, i rapporti interpersonali e con la metropoli, descrivendo ogni personaggio uno a uno, nessuno escluso, con una capacità descrittiva rara, per la nitidezza, la caratterizzazione di ciascuno di essi.  

Marco ha una parola per tutti, non esistono scale sociali, ma un enorme spazio che comprende donne, uomini, bambini, anziani – protagonisti seduti sui gradini di una lunga scala, con i capelli mossi da un vento leggero e i volti illuminati dal sole della vita – ognuno nel proprio ruolo, con le proprie attitudini, capacità, abilità, fondamentali come tasselli di un puzzle, per creare un’opera importante e armonica.

Il calcio, la passione per la Fiorentina, permea ogni pagina del romanzo,

arricchendolo di ricordi significativi nella storia della squadra, coi suoi campioni e goleador, vittorie e sconfitte, scudetti vinti e persi, il tutto riportato con scrupolo e minuzia.

L’amore per la città di Firenze, è un altro aspetto che risalta subito fin dalle prime pagine della narrazione, insieme ai valori sociali quali l’amicizia, l’amore, la famiglia, il lavoro, la fede

Il romanzo è un inno alla vita, alla gioia di vivere nonostante le avversità, problemi, ostacoli che l’esistenza stessa pone lungo il cammino, come può essere l’evento tragico della morte di un caro amico o una malattia incurabile. Solo prendendo la vita per il verso giusto e con il metro adatto, perché – siamo stati fortunati a provare quelle emozioni e a capire che la distanza tra sogno e realtà non è poi così grande – solo ringraziando ogni giorno ciò che ci viene dato con la consapevolezza che non è tutto così scontato e che il tempo è fugace – il pensiero scivola via sui tanti volti che se ne sono andatiLa vita corre veloce. Troppo veloce. Il tempo diluisce e addormenta gioie e dolori. …la mia mano stringe un bastone bianco, alzo lo sguardo verso il cielo e lo respiro profondamente. E mi scopro improvvisamente vecchio. Un giovane vecchio – potremmo vivere felici e senza rimpianti.

Interessante è la struttura del romanzo che non si muove in maniera cronologica classica, ma per argomenti, capitoli in sé compiuti, che trovano però un collocamento logico e opportuno, dando una continuità armonica e sensata alla storia, che scorre fluida e piacevole.

Una lettura che consiglio a tutti coloro che oltre a una buona storia cercano la verità dei sentimenti.                                        

Firenze, 19 marzo 2021

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