POTER TORNARE NEL 1985: Carlo Menzinger legge per il GSF “La straordinaria nevicata del ’85” del nostro socio Massimo Acciai Baggiani

Mi sembra strano pensare che “La straordinaria nevicata del ‘85”, pubblicato in questo inizio di 2021 sia solo il secondo romanzo di un autore con al suo attivo decine di pubblicazioni, eppure è così: Massimo Acciai Baggiani, pur avendo pubblicato moltissimi libri, da solo o con altri autori, si è cimentato poche volte con i romanzi, prediligendo opere saggistiche, racconti e poesie. Inoltre, questo romanzo, sebbene edito solo ora, Massimo Acciai lo conservava da tempo nel suo cassetto.

Il titolo potrebbe creare confusione con un’altra sua opera, l’antologia “La nevicata e altri racconti”, ma sono libri ben diversi. L’antologia mi era parsa sostanzialmente un saggio sul sistema scolastico camuffato da romanzo breve (“La nevicata”) corredato di 4 racconti.

La straordinaria nevicata del ‘85” è, invece, un romanzo di fantascienza autobiografico. Già! Parrebbe quasi un ossimoro: che cosa può avere a che fare un romanzo di fantascienza con un’autobiografia, un’opera di pura fantasia con una delle più realistiche. Questo autore, del resto, ama mescolare generi diversi. Per esempio i suoi volumi “Radici” e “Cercatori di storie e di misteri” uniscono la ricostruzione quasi autobiografica delle radici familiari con storie di viaggio attraverso Mugello e Casentino, con storie e leggende locali, divenendo quasi delle guide turistiche.

Ne “La straordinaria nevicata del ‘85” troviamo due temi assai cari alla narrativa dell’Acciai, il viaggio nel tempo e i poteri paranormali, ma anche il suo amore per la famiglia di provenienza, sua madre soprattutto, il suo attaccamento a Firenze e, in particolare, al quartiere di Rifredi. Tema quest’ultimo così centrale che quando ne scrissi la biografia pensai di chiamarla (definendo così Massimo) “Il narratore di Rifredi” (Porto Seguro Editore, 2019).

Non vorrei anticipare troppo, ma credo di poter accennare che “La straordinaria nevicata del ‘85” è, dunque, la storia di un viaggio nel tempo, effettuato nella mente, da un recente 2015 al 1985, anno in cui il protagonista, come l’autore, aveva solo dieci anni. Lì avviene il delicato incontro-confronto tra il protagonista adulto e il se stesso bambino.

Per quanto mi è dato conoscere Massimo Acciai, dalla lettura di tante sue opere e dalla conoscenza personale, seppure risalente solo alla fine del 2017, ritrovo davvero molto di lui in questo personaggio senza nome, che racconta le proprie avventure in prima persona, al punto da chiedersi davvero dove cominci la finzione e dove finisca la realtà, arrivando magari persino a domandarsi se davvero Massimo Acciainel 2015 possa esser tornato indietro nel tempo di trent’anni!

Book Trailer de "La straordinaria nevicata dell'85", di Massimo Acciai  Baggiani - YouTube

Il viaggio è anche occasione per raffrontare due modi diversi di vivere, oggi e ieri; due diversi sguardi sul mondo, dell’adulto e del bambino; il sogno infantile di un futuro ipertecnologico con la realtà di un mondo attuale che appare assai meno fantastico di come lo immaginava la fantascienza. La lettura innesca subito una profonda riflessione sul sogno infranto di un futuro di progresso che avevamo noi nati negli anni ’50 e ’60 del XX secolo e, a quanto pare anche qualcuno nato negli anni ’70. Le grandi utopie futuriste della fantascienza di quegli anni ci aveva, infatti, insegnato a sognare un XXI secolo di auto volanti, viaggi spaziali, incontri alieni, progressi tecnologici inarrestabili. La delusione del piccolo protagonista di questo romanzo, quando si ritrova nel 2015 è, in fondo, quella di tutta una generazione, che sognava mondi lontani e si ritrova tra le mani solo smartphone, tablets e TV digitali.

Qui, come altrove, Massimo Acciai ama disseminare la narrazione con citazioni di libri e canzoni che hanno contribuito alla sua crescita e formazione e che fanno da contorno e ambientazione a quest’avventura.

Oltre all’Io Sdoppiato, vi compaiono vari altri personaggi, maschili e femminili, a fornire l’occasione per parlare anche di amicizia e amore.

Un romanzo, dunque, ricco e articolato, che potrà piacere sia agli appassionati di fantascienza, sia a chi questo genere non pratica e preferisce il mainstrem, dato che la vita di tutti i giorni, del passato e del presente, crea un’ambientazione che farebbe ben collocare il libro in questa più ampia e apprezzata categoria.

Inutile dire che fa da sfondo alla storia un evento meteorologico reale, quella nevicata che molti di noi certo ricordano bene e che paralizzò in modo assai più allegro dell’attuale covid-19 l’Italia intera.

Un’ottima prova per Massimo Acciai, che dimostra ancora una volta di sapersi destreggiare con ogni genere di scrittura.

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