WEN -LUSSURIA – Babilonia – Carlo Menzinger

Dopo aver sconfitto Tebe a Leuttra nell’anno olimpico 405[1], Sparta ebbe via libera per distruggere Atene e cancellare ogni traccia della sua cultura. Alleata con Alessandro Magno, sfidò l’impero persiano.

Superato l’Eufrate, Aronne aveva combattuto tra le truppe ilote di Sparta nell’immane battaglia di Gaugamela contro i persiani di Dario. La notte prima si erano accampati tra le rovine di Ninive. Sparta aveva poco meno di ventimila uomini e il suo alleato macedone poco più di trentamila. Quanti erano i loro nemici? Un numero sterminato. Nessuno nell’accampamento lo sapeva, ma si parlava di un milione di guerrieri spietati. Gli spartiati, però, sicuri della loro invincibilità, spronavano i loro schiavi iloti alla battaglia imminente. E, incredibilmente, i greci vinsero! Fu grazie all’inarrestabile potenza dei guerrieri greci o al genio di Alessandro Magno, il comandante macedone, e di Agide, il sovrano lacedemone? Poco importava. Dario e il suo satrapo Mazeo furono sconfitti.

Nell’anno olimpico 445[2] Aronne entrò nella lussuriosa Babilonia. Gli spartiati e i comandanti macedoni di Alessandro Magno s’installarono nei più bei palazzi di Babele. Mazeo, che vi si era asserragliato, s’inchinò al loro volere.

Da quando la loro trionfale marcia li aveva fatti avvicinare all’antica città, Aronne non faceva che ripensare ai numerosi versi del libro sacro del suo popolo che ne parlavano. In quel momento gli risuonavano in testa le parole di Isaia «È caduta, è caduta Babilonia! Tutte le statue dei suoi dèi sono a terra, in frantumi»[3].

Babilonia! Era lì che si celava il tesoro del tempio rubato a Israele. “Il re di Babilonia portò via di là tutti i tesori del tempio e i tesori della reggia; fece a pezzi tutti gli oggetti d’oro, che Salomone re di Israele aveva posti nel tempio[4].

Ecco i famosi giardini pensili costruiti da Nabucodonosor! Erano stati quei palazzi i testimoni della lascivia babilonese. In quei momenti l’ebreo si sentiva riconoscente verso i suoi padroni greci: quell’abominio era stato sconfitto. La volontà del Signore degli Eserciti percorreva strade imperscrutabili ma la sua spada alla fine colpiva i peccatori: “Ora ripagherò Babilonia e tutti gli abitanti della Caldea di tutto il male che hanno fatto a Sion, sotto i vostri occhi.[5]

Aronne, appena fu libero dagli impegni militari, si aggirò tra le case di Babilonia in cerca di notizie del perduto tesoro di Sion, ma quello che trovò fu un’altra ricchezza: le donne di Babele, con i loro sgargianti abiti di lino o seta, a balze sovrapposte, ricchi di frange e ornamenti. Sulle kandis portavano collane e bracciali sfavillanti. Erano così smodate nell’ostentare la loro ricchezza e… bellezza! I loro visi erano truccati, per farle sembrare ancora più belle. Quanto contrasto con le donne d’Israele o con la nudità spartana! Le donne usavano la molteplicità dei loro abiti per ingannare il desiderio di poligamia dell’uomo, fingendosi ogni volta diverse.

Una di loro lo avvicinò sensuale e provocante. Ku-baba offriva il suo corpo in onore di Ishtar. Nulla sapeva Aronne della dea Ishtar e delle donne a lui devote. La sua fede lo rendeva restio a quelle seduzioni, i morigerati usi spartani diffidente, ma lo splendore sensuale di Ku-baba era conturbante, i suoi modi per lui inconsueti, sebbene attraversando l’impero persiano già altre donne si fossero avvicinate a lui in tal modo. Non capiva né il babilonese né il persiano, ma il linguaggio di Ku-baba non era fatto di parole. Lo prese per mano e lo condusse con sé in una casa riccamente adornata. Lì, offrì il suo corpo ad Aronne e la sua preghiera a Ishtar. Aronne avrebbe voluto ringraziare e lodare il Signore degli Eserciti per quell’ora voluttuosa passata tra le braccia dell’erotica Ku-Baba ma non c’erano per farlo parole che non suonassero blasfeme al suo orecchio. La maestria della babilonese gli fece dimenticare il tesoro di Israele.

Quando la lasciò, seppe che quella città di lussuria lo aveva incatenato a sé. Che mai più avrebbe potuto vivere altrove. Agide, il suo re, però, aveva altri piani. La campagna di conquista di Lacedemone e Pella non era finita.

Aronne fu strappato dal suo sogno, non seppe mai dove fosse il tesoro di Israele e non rivide mai più quell’angelo di lussuria.

di Carlo Menzinger di Preussenthal (racconto ambientato nell’universo ucronico di “Via da Sparta“).

Babilonia la città antica e oggi - Studia Rapido

[1] Nel 471 a.C. Tebe sconfisse Sparta nella battaglia di Leuttra. In questa storia, come nei romanzi e nelle altre storie della saga ucronica “VIA DA SPARTA” immaginata da Carlo Menzinger, le cose sono andate diversamente e Sparta ha sconfitto Tebe, avviando la propria ascesa.

[2] A.O. 445 corrisponde al 331 a.C.

[3] Isaia, 21, 9

[4] 2Re, 24, 13

[5] Geremia, 51, 24

Una opinione su "WEN -LUSSURIA – Babilonia – Carlo Menzinger"

  1. E’ facile, con questa descrizione, risvegliare immagini e vivere un momento di lussuria insieme ad Aronne.. Peccato dover partire per la guerra..

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