WEN – LUSSURIA – Un posto da sogno – Silvia Taccagni

Sistemò la macchina nel parcheggio sotterraneo del vecchio centro commerciale, risalì in superficie con l’ascensore, attraversò la strada e si infilò nel vicolo di fronte.

Si fermò circa a metà, tirò fuori un cartellino con impresso sopra un codice a barre. Lo passò sotto quella che sembrava una cassetta delle lettere e la porta a fianco si aprì. Varcò la soglia e, come succedeva sempre, la sua mente si riempì di ricordi. La prima volta che era stato lì, stava per compiere diciotto anni. Era quello il regalo di suo cugino. Ai tempi era una vera e propria novità e lui che vi era già stato un paio di volte, gli aveva detto che dopo aver provato, non avrebbe più potuto farne a meno. Era un posto fantastico, come fantastiche erano le ragazze che vi lavoravano. Dalla frequentazione di quel luogo ne sarebbe scaturita una soddisfazione assoluta; impossibile poi rinunciare a quel godimento. E’ per questo che gli aveva chiesto di pensarci bene; voleva che fosse sicuro al cento per cento prima di fare quel passo.

Così lui ci aveva riflettuto per qualche giorno. Poi aveva deciso; voleva provare.

Assorto in questi pensieri, passò di fronte alla postazione della segretaria,dirigendosi in fondo al corridoio. Aveva prenotato la solita stanza. 

Entrò, si tolse la giacca e aspettò che arrivasse la ragazza. Dopo poco eccola;

Fetta di arancia spruzzata in cocktail su vassoio d'argento — Mozione,  natura morta - Stock Photo | #188154798

portava il vassoio con il solito cocktail.

Chiacchierarono per qualche minuto, poi lei mise un po’ di musica. Ormai lo conosceva bene e sapeva che adorava creare una certa atmosfera prima di farlo.

La ragazza prese la sostanza che si trovava sul vassoio e lentamente gliela iniettò. Dopo qualche secondo lui cominciò a sentirsi leggero; gli sembrava di avere delle bolle d’aria che gli galleggiavano nella testa. La ragazza gli si muoveva intorno delicata e sensuale.

E nel bel mezzo di quella nebbia il piacere fu assoluto.

Quando gli effetti di ciò che aveva assunto comiciarono a svanire, guardò l’orologio sulla parete che aveva di fronte; erano passate quattro ore. La ragazza era lì accanto a lui; gli sorrise mentre raccoglieva tutte le sue cose.

Lui rimase ancora per qualche minuto seduto, poi si rese di nuovo presentabile e, dopo essersi infilato la giacca, si diresse verso la postazione della segretaria per saldare il conto e ritirare le incisioni su dvd. Dopodichè prese appuntamento per la settimana successiva e uscì velocemente.

La sua eccitazione stava ancora salendo e lui non vedeva l’ora di essere a casa, sdraiarsi sul divano e visionare quelle tracce. Il massimo del piacere,infatti, arrivava adesso; poter rivedere i suoi particolari sogni che erano stati incisi su quei dischi argentati e, per questo resi eterni. Quei sogni che, se non fossero stati fissati su quei dvd, lui al risveglio difficilmente avrebbe ricordato.

Silvia Taccagni

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