WEN – FIGLI – E l’orizzonte era sempre lì – Rocco Giuseppe Tassone

            Danilo crebbe con l’idea di raggiungere un giorno l’orizzonte.

            L’orizzonte l’aveva accecato fin dalla sua nascita ed ogni sera cresceva guardando il sole lentamente calarsi e scomparire dietro quel muro di acqua incandescente.

            Sul piccolo molo di legno, difronte a tale immagine, con tale pensiero a tale inquietudine si addormentava e solo il richiamo della madre gli ricordava che qualcuno l’aspettava.

            Raggiunta l’età del pieno delle forze l’idea, bruciante come una foresta dalle fiamme animate dal vento, si materializzava sempre più e fu allora che abbracciò la vecchia madre, chiese la benedizione al vecchio padre, varò la vecchia barca a remi e vestito di tutto punto salutò il vecchio molo di legno e cominciò a remare.

            Rema oggi, rema domani l’orizzonte rimaneva lì, sempre alla stessa

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distanza, ma Danilo aveva ormai deciso e nulla e poi mai nessuno gli avrebbero fatto voltare lo sguardo dietro le sue spalle.

            Di tanto in tanto un delfino gli saltellava ora davanti, ora di lato della barca quasi ad incoraggiarlo ad andare avanti nel suo  proposito ma Danilo non recepiva nulla, il suo occhio e ola sua mente erano all’orizzonte.

            Ma l’orizzonte era sempre lì.

            Passarono giorni, trascorsero notti, buio e luci, albe e tramonti, acque solcate nel silenzio della solitudine, ma l’orizzonte era sempre lì.

            Lì a portata di mano!

            E intanto il sole calava e scompariva!

            Avesse avuto una fune forse sarebbe riuscito ad aggrapparsi ad un raggio di luce e farsi così tirare con esso nell’orizzonte.

            Ma intanto il sole calava e scompariva e l’orizzonte era sempre lì.

            Passarono giorni, mesi, anni e di Danilo svanì il ricordo solo la vecchia madre sul vecchio molo di legno guardava l’orizzonte sempre nuovo e parlava con il suo figliuolo che vedeva saltellare tra i raggi del sole e le fresche acque.

            E l’orizzonte era sempre lì!    

di Rocco Giuseppe Tassone

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