WEN – FIGLI – Ai miei figli – Maria Gisella Catuogno

Figli, se anche non foste miei figli,

io vi amerei per la vostra giovinezza

ardente e inquieta

e per quella voglia di sfidare il mondo

che v’accende lo sguardo e le emozioni.


V’amerei per quel riso che incanta

e che ha ancora l’innocenza dell’infanzia:

polla d’acqua sorgiva, mi rammenta,

e schiuma di mare quando soffia maestrale;

e per le bufere di cui siete capaci

quando la vita più vi incalza e preme:

allora fuggono i passeri dal ramo

s’oscura il sole e piove grandine

di rabbia e di tormento.


V’amerei per la fatica di crescere

che vale scalare vette impervie

e navigare il furore degli oceani;

per quel modo che avete

di chiedere scusa:un lungo abbraccio, in silenzio,

e tutto è come prima;

e per l’onestà che v’alberga nel cuore:

campo di spighe dorate di grano

fiore di pesco a primavera

cristallo di cielo spazzato dal libeccio.  

Fiori di pesco: significato, cure, caratteristiche e curiosità

Maria Gisella Catuogno

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