WEN – FIGLI – Arca – Carlo Menzinger

Son arcobaleno

Sospeso sulla tempesta

Delle onde illumino la cresta

E trai monti mi perdo nel seno.

E tu

Tu, con il pennello di dolore

Intriso

Vorresti dipingermi di notte

Il viso e il cuore.

Ma tu

E io

Siamo sponde

Per questo fiume d’onde

E se tu mi cancelli

Se tu m’allontani

Da te

Questo letto

S’aprirà per ampie valli

E non io e non tu

Potremo fermare il corso

Dell’acqua impetuosa

Dei cavalloni senza morso.

Cosa sarà di nostra figlia

Se tu cedi e io scompaio

Se allentiamo la briglia

Se la coppia si muta in paio?

Chi potrà arginare

Il suo pianto scomposto

Se si perderà nel salso mare

Se si perderà in quel mondo vasto

Che è il suo piccolo cuore

Non abituato a lottare

Se la lasceremo affogare in un capriccio

Se la lasceremo naufragare in un bisticcio?

Ricomponiamo allora l’abbraccio

Che è culla e riparo

Che è sostegno e ristoro

Ricomponiamo l’arca

Che noi siamo

Tu e io e lei

E assieme impariamo

A condurre questa barca

Verso sicuri alisei.

Firenze, 10/04/2001

Da “Sangue blues” di Carlo Menzinger di Preussenthal

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