WEN – GENITORI – Elena madre di sua madre – Chiara Sardelli

Elena perde la madre all’età di quarantotto anni, l’età in cui si apre l’era della maturità confermata, almeno a stare ai cicli di sette anni, come ci è stato insegnato dalla psicodinamica classica e come ci avvertono i testi alchemici e di tradizione esoterica.  E vive l’evento in maniera non traumatica. Eppure, non tutto è come sembra. Qualcosa si spezza in lei a partire da allora. Per la prima volta finalmente si sente compiutamente adulta. Sa che le responsabilità sono sue e soltanto sue. Comincia a fare tutto, come se tutto dipendesse dal tempo e ne diventa schiava. Per la prima volta acquista un orologio al quarzo che dunque non ha la necessità di ricaricare, perché non vuole soste, ma la sua concezione del tempo è come una diarchia. La notte torna ad essere lei la padrona del tempo. Lo annienta, lo annulla, lo manipola. I sogni pasciuti sviluppano questa sua ribellione al dio saturnino, così come conosciuto sotto l’astro solare. Nella notte Elena si incarna nella pancia di nove mesi della madre e torna a succhiare il liquido amniotico.  Ancora più indietro, a colloquio con la sua essenza animica, ne ripercorre gli itinerari, scopre perché e come, si è andata ad incarnare di nuovo, perché ha scelto quella madre, senza un pater che l’abbia generata. È lei ad installare in Alma l’idea che il maschio con la sua appendice è un essere insulso che niente ha a che fare con la vera genitorialità. È lei che l’accompagna alla banca del seme, è lei che spenge ogni ritegno, ogni eco della morale cattolica in cui Alma è stata cresciuta. È lei che l’esorta all’inseminazione eterologa, è lei che le fa violare la legge e la rende schiava dei ricatti, sensibile ai possibili scandali, una volta che fosse conosciuto il marchio di quella maternità.

All’inizio i sogni avvengono in automatico, nel tempo diurno Elena non ne conserva alcun ricordo. La pacchia dura poco, che gli incubi si manifestano a sprazzi anche durante il giorno. Elena inizia a fantasticare, incontra e si informa sul web a proposito delle cronache di Akasha. Comincia a fare letture intriganti che parlano di maestri invisibili, di cura dell’anima attraverso il ricordo di vite passate.

Stasera io ed Elena ci incontriamo nel mio studio. Vi chiederete se davvero si può dare credibilità a queste storie. Io che ci lavoro intorno da circa venti anni non ci credo fino in fondo. Ad essere onesti vi ho intravisto solo una facile fonte di guadagni. Con Elena tuttavia le cose vanno diversamente.

Nella prima seduta che abbiamo avuto, sono io ad essere caduto in uno stato di trance  e in un ribaltamento di ruoli Elena mi ha guidato come fosse lei lo psicoterapeuta. Ho appreso così di avere uno spirito guida che ora mi detta la storia di Elena madre di sua madre e sotto questa scrittura automatica scrivo in prosa e in poesia:

Elena dalla lunga treccia,

Lo specchio di mia madre | Tempi

tagliasti il cordone ombelicale in anticipo di due mesi

 sui tempi

Quarantotto primavere invece hai dovuto

 attendere

prima che il sidereo astro di Selene

ti svelasse la divina verità

Tu, madre di tua madre

di Chiara Sardelli

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