WEN – FRATELLI – Due fratelli – Laura Gronchi

Sauro e Salvo sono fratelli. Tra i due ci corrono dodici anni. Sauro è il primogenito, il più grande, quello sulle cui spalle sono state posate responsabilità che si sono sommate giorno dopo giorno come i mattoncini della Lego. Prima la sorella Anna, poi Lucia infine Sandra, e con quest’ultima pensava di aver finito. Inaspettato è arrivato quel piccolino magro, magro e malaticcio che per fortuna è stato preso sotto l’ala protettrice delle sorelle: la più piccola vi ha visto un bambolotto in carne e ossa con cui giocare, le più grandi l’opportunità di esercitarsi a fare le spose con il bimbo da badare.

Sono gli anni cinquanta, la famiglia è benestante, e Sauro sta già facendo pratica nell’officina del padre. Osserva il fratellino crescere e in silenzio rode.

Le attenzioni sono tutte per lui: fa una smorfia? Tutti ridono. Combina una marachella? La passa liscia perché “poverino” è piccolo. A me invece le hanno suonate per ogni fesseria.

Passa il tempo e Salvo è diventato un giovane scapestrato, le combina grosse sapendo che a difenderlo a spada tratta avrà sempre le sorelle.

«Ci penserà il servizio militare a raddrizzarti!» lo minaccia la madre. Confidando che almeno quello riesca a inculcargli un po’ di sale in zucca. E intanto si rammarica per non aver avuto il polso più fermo e aver permesso alle figlie di viziarlo.

È intelligente Salvo, ha studiato fino all’avviamento al lavoro e intanto fa pratica in officina, assieme al padre e al fratello. È giovane, scalpitante e purtroppo per loro, alla visita di leva è stato riformato: insufficienza toracica, asma e ulcera mal si sposano con la vita militare.

La madre non vede di buon occhio l’inserimento nella ditta di famiglia, preferirebbe per lui un impiego da sottoposto che gli insegni l’obbedienza. È troppo impulsivo e ambizioso, una miscela pericolosa se non temperata dalla prudenza.

Sauro è ormai un uomo accasato con due figli al seguito, è calmo, posato, ha in mano il mestiere di cui conosce segreti e insidie. Il padre è orgoglioso, guarda la famiglia e si complimenta con sé stesso. Sono riuscito a tramandare al maggiore la passione per il lavoro e ad accasare le figlie con dei buoni partiti. L’occhio gli cade sul minore. Con questo invece mi è andata male, è un terremoto che non sente ragioni. Osserva Sauro che si è scrollato di dosso la gelosia calandosi ancora nei panni del fratello maggiore, e che tenta di contenere quel fratello dal cervello esplosivo.

Sospira e pensa: speriamo riesca in quello in cui noi abbiamo fallito.

Salvo è diventato un uomo, anche lui sposato con una donna mite e sottomessa che ha perso la speranza di riuscire ad arginarlo e si riempie di ansiolitici per sopportare i suoi molti colpi di testa. Si è diviso dal fratello e ha litigato con tutto il resto della famiglia. Adesso gestisce con alterne fortune la parte d’azienda che gli è toccata. Il padre è morto da qualche anno e per fortuna non ha assistito allo scempio, la madre anziana ha perso ogni speranza che rinsavisca. Sospira e prega in silenzio che la vita sia sempre con lui magnanima, perché quando gli impartirà la sua lezione, non ci sarà più nessuno ad aiutarlo.

Siblings. Fratelli attraverso la disabilità - Studio di Psicologia e  Psicoterapia

di Laura Gronchi

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