WEN – FRATELLI – Più che fratelli – Carlo Menzinger

Io e i miei fratelli siamo nati il 6 Metagitnione 2796, in occasione dei 2500 anni dalla gloriosa impresa di Leonida nella battaglia delle Termopili. Questa data non è un caso. Così è stato voluto.

Siamo gemelli. Identici. Uguali più di qualunque Uguale di Sparta. Siamo ventisei. Siamo figli delle Figlie del Ragno, ma, soprattutto, siamo creature di Daphne ed Elestoria. Sangue del sangue di Epaminonda, il possente guerriero spartiate. Trenta bambini furono partoriti quel giorno. Uno, si dice, era una femmina, un errore, e di lei non si sa più nulla. Uno era imperfetto e non gli fu concesso di vedere il giorno successivo. Altri nostri fratelli sono periti durante l’agoghé. Noi siamo i più forti. Siamo cloni. Siamo frutto dell’euantropogenetica di Sparta, del genio e dell’impegno delle nostre vere madri, le genetiste Daphe ed Elestroria che ci hanno programmato.

Siamo più che fratelli. Identici fino all’ultimo gene del nostro CO.GE. Identici a Epaminonda. Come lui, forti e coraggiosi. Come lui era legato a suo fratello Soter da un legame telepatico, così lo siamo tutti noi. Pensiamo come una mente sola. Ognuno di noi sa, conosce e vede quello che i suoi fratelli sanno, conoscono e vedono. Siamo una falange oplitica. La più coordinata, spietata e micidiale dell’Impero.

Siamo più che fratelli. Stesso sangue. Stessa volontà. Siamo un corpo solo.

Domani andremo in battaglia per la prima volta. Ci siamo addestrati per questo per sedici anni, sin dalla nostra nascita.

Non sarà una grande battaglia. Questi ribelli Samburu sono determinati ma il loro addestramento non è professionale. Gli mostreremo il valore dell’esercito di Sparta. Nessun ilota può ribellarsi impunemente all’Impero. Noi Spartiati, noi Uguali siamo i custodi della pace. Siamo i custodi dei confini e dell’ordine. Gli iloti devono solo servire Sparta con il loro lavoro.

Eccoli. Non si può dire che siano schierati. Sono sparsi tra le acacie e le palme dum. Il vento solleva la terra sabbiosa. Hanno lance con la punta a forma di foglia, archi, spade. Nessuno scudo.

Avanziamo con passo regolare, in formazione serrata, protetti dagli oploi.

Sento che tutti i miei fratelli sono pronti. Siamo solo in venticinque nello schieramento. Alphaios ci osserva da lontano. È rimasto di riserva. Se uno di noi cadrà, verrà a sostituirlo.

I nostri poteri telepatici non ci consentono di leggere i pensieri dei samburu, ma ne percepiamo la paura. Sanno che Sparta è invincibile, senza neppure rendersi conto che noi fratelli siamo più pericolosi di qualunque altra falange.

Eliminarli sarà un gioco. Abbiamo fatto esercitazioni più pericolose.

di Carlo Menzinger di Preussenthal

Racconto per la saga “Via da Sparta“.

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