WEN – ANTENATI – Caro bisnonno sconosciuto

Antenati? Sui miei avrei da scrivere un libro intero e forse un giorno mi deciderò, ma sono combattuto tra il saggio e il romanzo o una via di mezzo.

Guido Menzinger di Preussenthal in Cina nel 1904

In questi giorni sono stato contattato per un’intervista che dovrebbe poi andare in RAI a proposito di uno di loro, il mio bisnonno Guido Menzinger di Preussenthal. Antenato non così lontano (ho conosciuto, sebbene bambino, un altro bisnonno e due bisnonne), ma di cui si sono persi i ricordi diretti. Morì infatti, su Monte Costesin il 21 maggio 1916, durante la Prima Guerra Mondiale, quando il mio omonimo nonno (nato a Perugia il 13/08/1908) aveva circa otto anni. Dunque, neppure mio padre l’ha mai conosciuto e mio nonno immagino ne avesse pochi ricordi, oltretutto era un militare di professione ed era sempre in viaggio per il mondo. Chissà quante poche volte mio nonno Carlo e suo fratello Mario l’avranno incontrato. Un padre così lascia al massimo un ricordo mitico, non certo di affetto o presenza. Su di lui è più facile leggerne su internet che ricavare ricordi familiari.

Mi hanno contattato per alcune foto che conservo relative alla Guerra dei Boxer, quel conflitto internazionale cui l’Italia partecipò con un piccolo contingente all’inizio del secolo scorso.

Il mio bisnonno rimase alcuni anni nel presidio di Tientsin, credo almeno dal 1903 al 1905. Ha lasciato un intero, enorme, album di fotografie intitolato “Cina 1903-1905”, più altre foto sparse del periodo o raccolte in un secondo album su vari periodi. Immagino fossero foto scattate soprattutto da lui, che vi compare raramente.

Wikipedia ci racconta che fu “capitano aiutante di campo alla guerra italo-turca del 1911-1912. Prese parte al combattimento di Sidi Messri (26 ottobre 1911) e poi alla battaglia di Zanzur (8 giugno 1912) dove fu decorato con una Medaglia d’argento al valor militare. Durante il combattimento di Sidi Bilal (20 settembre 1912) viene decorato con una di Medaglia di bronzo al valor militare per il valore dimostrato in combattimento. All’entrata in guerra dell’Italia, il 24 maggio 1915, ricoprì l’incarico di comandante del III Battaglione del 51° Reggimento fanteria della Brigata “Alpi” con il grado di maggiore. Dal 14 giugno al 21 ottobre 1915, data in cui viene ferito da pallottola di fucile ad una gamba durante l’attacco alle posizioni austriache del Pescoi, e quindi combatté sul fronte del Carso. Promosso al grado di tenente colonnello il 1 febbraio 1916, fu trasferito al comando del I Battaglione del 112º Reggimento fanteria della Brigata “Piacenza”, mantenendolo fino al 16 febbraio 1916. Il 12 aprile dello stesso anno gli venne assegnato il comando del II Battaglione del 156º Reggimento fanteria della Brigata “Alessandria”. Cadde in combattimento il 21 maggio, durante l’attacco del III Corpo d’armata austro-ungarico nell’ambito della Strafexpedition al Monte Costesin, in Val d’Assa, meritandosi la concessione della Medaglia d’oro al valor militare alla memoria.

La sua città natale ne ha onorato la memoria intitolandogli una via.” Era nato a Napoli il 6 maggio 1867, quasi un secolo prima di me. Quanti luoghi, quante battaglie! Quanto ci si potrebbe scrivere!

Sposò Teresita Ruata, una donna dalla vita forse meno avventurosa ma ancor più rilevante, essendo stata una delle primissime donne laureate in medicina, arrivata a una delle cariche più alte ricoperte da donne nel partito fascista, quella di Ispettrice Nazionale. Carriera fatta pur allevando da vedova due figli. La conobbi ormai novantenne (sono del 1964). Era nata nel 1877, morì nel 1868.

Su di loro, oltre alle foto, ho un fitto carteggio, conservato in due valigie colme di lettere e documenti che prima o poi devo decidermi a studiare. Ce ne sarebbe per un romanzo solo su di loro. E i suoi fratelli? Non erano da meno. Vittorio fu governatore della Tripolitania, sindaco di Napoli, prefetto di Palermo. Giulio fu un giurista che partecipò alla stesura della costituzione turca. Per ora accontentiamoci di questo appunto.

Militari italiani in Cina (1903-1905)
Militari italiani in Cina

di Carlo Menzinger di Preussenthal

2 pensieri riguardo “WEN – ANTENATI – Caro bisnonno sconosciuto

  1. Avevo letto di lui su Wikipedia incuriosita dal tuo cognome particolare e mi ero chiesta come fosse essere discendente di un eroe bellico, ma anche di come avesse avuto due figli che a quel che leggevo, era sempre in guerra.
    Aspettiamo il libro sugli antenati!!

    Piace a 1 persona

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