WEN -ANTENATI – Una breve apparizione – Carlo Menzinger

Conobbi il mio bisnonno Alfredo Reichlin nel 1980. Avevo allora già sedici anni. Non mi era molto chiaro perché non lo avessi conosciuto prima e mi è poco chiaro anche ora. Di sicuro molto dipendeva dal fatto che io vivessi a Roma e lui in Svizzera, credo a Breganzona, dove viveva anche suo figlio Francesco, il fratello di mia nonna Gabriella, assieme ai suoi sette figli e sempre più numerosi nipoti. Credo che c’entrasse anche il fatto che tra lui e il suo genero, mio nonno Alfonso d’Aquino, non corresse troppo buon sangue. Tipi assai diversi. Già. Era un personaggio alquanto avventuroso, questo bisnonno. Quando lo conobbi aveva il volto (e non solo) sfregiato da una brutta ed estesa bruciatura provocata da un incidente d’auto piuttosto recente. Mi regalò un coltellino svizzero multiuso e, sapendo dell’interesse per la scrittura che condividevamo, un’antologia di poesie e prose di Carducci con dedica, appunto, del novembre 1980. Aveva, infatti, pubblicato poesie in italiano e napoletano, il dialetto della sua città natale (era nato a Napoli il 17 Settembre 1892) e, soprattutto era stato un giornalista per “Roma”, “Mezzogiorno Sportivo” e direttore della “Voce Sportiva”. Prima però era stato per vari anni avvocato. Come se non bastasse era stato attore, con gli pseudonimi di Victor Andrè e Vittorio Andrè, recitando in un gran numero di film accanto a nomi come Alberto Sordi, Nino Manfredi, Marcello Mastroianni e Giovanna Ralli, con registi come Ettore Scola, Luigi Zampa, Pietro Germi e René Claire. Potrebbe anche bastare, se non che fu anche schermitore e più volte si battè in duello all’arma bianca e, soprattutto, calciatore. Debuttò nell’Open Air, poi passò alla Juventus di Napoli dove giocò a centrocampo e infine nel Naples Football Club come ala destra. Nel 1911 passò all’Internazionale Napoli, ma a fine 1913 tornò al Naples con il fratello Mario, società sportiva di cui era uno dei fondatori, divenuta poi l’A.C. Napoli. Si dedicò anche a tennis, nuoto, canottaggio e ciclismo.

Alfredo Reichlin di Steinen con la futura moglie Beatrice Telesio di Toritto, a Napoli nel 1914.

In quei pochi giorni, o forse solo ore, che lo frequentai, quasi novantenne, non aveva perso nulla del suo piglio da rubacuori e lo ricordo flirtare, indifferente al suo volto deturpato dalle fiamme e alla propria età, con una giovane tabaccaia e chiedergli chi pensava io fossi: non un nipote ma un pronipote!

di Carlo Menzinger di Preussenthal

Vedi anche:

https://it.wikipedia.org/wiki/Alfredo_Vittorio_Reichlin

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