WEN – COVID-19 – Immaginate il morire soli – Maila Meini

Immaginate il morire soli,

senza un’amorevole carezza,

senza teneri sguardi preoccupati? 

Non posso scrivere d’altro se un’idea

mi soffoca, fetida e opprimente.

Ci sarà per noi un domani uguale

a ieri che non fummo mai capaci

davvero di apprezzare?

Teniamoci,

a distanza, compagnia nell’attesa

di abbracciarci in piazza, girovagare

in piena libertà e ricostruire,

pezzo per pezzo, un mondo più pulito.

di Maila Meini

Risultato immagini per letto di morte
Il Cav. Giovanni Vignola sul letto di morte
 , 1883 di Lorenzo Delleani
 (Italian, 1840–1908) – oil on panel

WEN – COVID-19 – Il virus – Andrea Vanni

IL VIRUS

Fra notizie belle e brutte una oggi batte tutte: e ‘un mi sembra tanto bona è in arrivo il vil corona.

Virus senza medicina proveniente dalla Cina, dove topi e pipistrelli piaccion più dei fegatelli,                   
che hanno dato presto il via  
alla grave epidemia.

Conveniva, a mio avviso, una ciotola di  riso senza procurarsi rogne nelle bu’e e nelle fogne.

Ma il gran virus ormai va avanti, a morire sono in tanti, che si perdon nella lista di una conta fatta a vista.

Qualcun dice erano vecchi e ci son rimasti secchi, per me erano persone, si godevan la pensione.

Non ci sono gerarchie in siffatte malattie: cade il funzionario rosso, come il contadino grasso, cede il giovane studente ed il vecchio più saccente.

E’ una lotta disperata lungo tutta la giornata e la sera gente sfatta è comunque soddisfatta per aver contribuito alla cura all’assistito. Ma l’ epidemia avanza non cambiando la sostanza nell’ Italia disgraziata che rimane devastata. Senza aiuti di nessuno lotta sola per ognuno, mentre America e europei, fanno finta che ‘un ci sei.

Ed il Grande Americano non ti da certo una mano, anzi aumenta le sanzioni verso tutte le nazioni. Questo è il premio riservato a chi sempre amico è stato ospitando in varie fasi, sia le armi, sia le basi.

Noi difetti ne abbiam tanti, ma intanto andiamo avanti, non ci arrenderemo mai, questo è certo e tu lo sai.

Quando il povero italiano alle doti mette mano, non ce n’è mai per nessuno, di noi tanti facciam uno. Tutti insieme siamo forti, sopportiamo offese e torti, e di certo stai sicuro metteremo il virus al muro, con la nostra volontà ritrovando l’unità. Ed essendo buoni dentro noi facendo ancora centro, scorderemo immantinentei i cattivi fra la gente, che anziché darci una mano ci guardavan da lontano.

di Andrea Vanni

WEN – COVID-19 – Il muro (Marzo 2020 tempo di Coronavirus) – Sandra Carresi

C’è respiro dietro il muro

basta appoggiare la mano

per sentire la solitudine

e gli schiamazzi

dei ragazzi.

Non ci possiamo vedere…

parlare non serve

ogni parola è inutile

c’è solo da aspettare

e immaginare

un muro trasparente

non barriera alla vita

ma salvezza per la vita.

di Sandra Carresi

dietro al muro - Braccialetti rossi - RAY

WEN – COVID-19 – Covid-19 – Teresa Paladin

Lungo è il cammino

e chiara la notte.

Il popolo che sogna

ha un cuore infranto.

All’orizzonte venti di contagio

lambiscono la terra dei vivi.

Passi e voci non odo mentre

il pericolo avanza invisibile e sconosciuto

e rende pensierosi i nostri sospiri.

Tornerai libertà!

Tornerai più forte!

Solo per poco ti sei spenta

ma indomito è il cuore

che ti sta aspettando

mentre riscopre l’incanto

di momenti e volti umani

veduti o a distanza ascoltati.

Alta la luna

ci invita a sostare

e ad abbeverarsi alla fonte

dell’essenziale e

umana semplicità.

Mentre danze di vita ristorano il cuore

lieti i nostri sorrisi di nuovo

tornano a illuminare

il giorno che nasce.

di Teresa Paladin

Reinswald, in slitta al chiaro di luna

WEN – COVID-19 – Tempo -Massimo Maniezzi

Un tempo…

non bastava mai,

Ne avessi avuto ancora

avrei costruito altra vita

Ora non so che farmene.

Guardo un muro bianco,

riempiendolo di lente linee

scure come graffi

da inseguire, da interpretare.

Lineamenti, accenti, sguardi

si aggrovigliano,

nel tempo immobile

che non li scioglie,

che non li dipana.

Rimangono come gomitoli

confusi, annodati,

non più trama leggera

ove scorrere.

di Massimo Maniezzi

Risultato immagini per linee  intrecciate su muro

WEN – COVID-19 – Coronavirus – Alfonso Mormile

Ci chiusero dentro
A litigare con i nostri sentimenti
Ci chiusero tra le mura delle nostre incomprensioni
A contare i minuti
A leggere gli orologi della costernazione
A imparare a memoria la cantilena del silenzio.
E noi fummo devoti al comando
Stretti nella morsa del dovere
La presunzione di salvare il mondo.
Restammo a leggere le pagine dell’anima
La sinossi della nostra vita
La ricapitolazione di inutili eventi.
Il male invisibile aveva lo scopo di impadronirsi dell’ultimo ostacolo
Che ci impediva di dimenticare che fummo creati per amore.

di Alfonso Mormile

WEN – COVID-19 – Xanax e lacrime – Eleonora Falchi

Xanax e lacrime

La natura rinasce
Se l’uomo si spegne

Inaccettabile contrasto
di un mondo nato
per camminare insieme.

Non lo abbiamo
Saputo imparare.

La prima volta una mela
Ora un virus

Xanax e lacrime
dopo la cacciata
dal nostro paradiso

Dura lezione
che ci lascia
Sconvolti.

di Eleonora Falchi

WEN – COVID-19 – Senza – Rossana D'Angelo

Senza


Qualcosa ci ha messo qui, nel silenzio, senza prospettiva

Un’aria rarefatta si radica nella vita….

Paesaggi senza epoca intorno…

Forse non stiamo vivendo o sentiamo di più il presente?

Intanto ci muoviamo nei gesti quotidiani come da copione….

E arriva il momento di apprezzare ciò che è nostro

di Rossana D’Angelo

WEN – COVID-19 – Anche oggi tira il vento sul mio balcone – Paolo Orsini

Anche oggi tira il vento sul mio balcone

Questo ventaccio gelido
che scuote la palma nel vuoto giardino,
sbatte i petali dei ciclamini sul mio balcone
devia le traiettorie volanti dei colombi.
Questo ventaccio gelido
che sparpaglia i fumi dei comignoli
agita le tende sulle terrazze dei palazzi,
scuote le antenne sui tetti della città,
ripulisce l’aria, ma l’aria è già pulita
perché le fabbriche si sono spente
e le ciminiere ammutolite,
le auto si sono fermate,
le giostre non girano più.
Non c’è bisogno che tu pulisca il mondo
una piccolissima malefica entità
ha vestito i panni dello spazzino,
ha ripulito tutto anche molte fragili vite.
Allora smetti di soffiare ventaccio
le acque dei canali di Venezia sono già cristalline,
il cielo sopra la città è limpido
non continuare a soffiare così impetuoso,
spietato, crudele, così sferzante
sui nostri visi coperti dalle mascherine,
sui nostri corpi intirizziti dall’immobilità,
sulle nostre menti impaurite dal silenzio.
Basta ventaccio non soffiare più,
dopo averci portato via le nubi,
dacci di nuovo il sole
e lasciaci rinascere
nella speranza di essere migliori.

26 marzo 2020 Paolo Orsini

WEN – COVID-19 – Arcobaleno – Maria Gisella Catuogno

Ce la ricorderemo

– se andrà bene –

questa stagione strana

tra inverno e primavera

senza freddo fuori

ma col gelo dentro;

quest’angoscia sottile

d’un nemico invisibile

che aleggia su di noi.

Ce la ricorderemo la nostalgia

d’una stretta di mano,

d’ un abbraccio

delle coccole ai piccoli di casa

ora più lontani dai nonni

a protezione;

e la fisicità negata

di incontri e chiacchiere

tra amiche e amici

sostituita

da una chiamata

un messaggio

una battuta scritta

per sentirsi vivi

e non buttarsi giù.

Ce le ricorderemo

le inutili polemiche

ì distinguo stucchevoli

le cattiverie gratuite

di quando eravamo

“normali”

e che ci sembrano

così stupide e vuote

ora, che siamo fragili

e il domani è la speranza

d’un arcobaleno

dopo la tempesta

la bonaccia del mare

dopo la burrasca

una schiusa di gemme

dopo la stagione morta.

di Maria Gisella Catuogno

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