Dante tra Firenze e Ravenna

Incontro d’autori al Chiaroscuro

Giovedì 14 Aprile 2022 – ore 18,00
Caffè Chiaroscuro
Via del Corso 36 R (50122 Firenze)
Paolo Ciampi e Paolo Codazzi presentano
L’incontro tra gli autori di due antologie dantesche
Gente di Dante” e “Le altrui scale
Introduce Cristina Gatti, Presidente del GSF.
Intervengono i curatori Nevio Galeati,
Carlo Menzinger di Preussenthal e Caterina Perrone.

Marzo 2022: tre antologie del GSF, tre presentazioni

Questo mese di marzo offre a tutti la possibilità di incontrare gli autori del Gruppo Scrittori Firenze e i loro scritti in tre occasioni:

Lunedì 7 Marzo alle ore 17,00 i curatori dell’antologia del GSF “Accadeva in Firenze Capitale” Cristina Gatti e Sergio Calamandrei la presenteranno presso la SMS di Rifredi in via Vittorio Emanuele II, 303.

Sabato 12 marzo alle ore 17,00 la curatrice dell’antologia del GSF “Le sconfinate” Nicoletta Manetti la presenta presso la Sala dei Marmi del Parterre in Piazza della Libertà.

Martedì 22 Marzo alle ore 17,30 i curatori dell’antologia del GSF “Gente di Dante” Caterina Perrone e Carlo Menzinger di Preussenthal la presenteranno presso la BiblioteCanova in via Chiusi 4/3 A.

EVENTO ANNULLATO

Ci scusiamo con tutti ma la presentazione di “Gente di Dante” è stata annullata. Presenteremo brevemente il volume in occasione della presentazione de “Le sconfinate”.

Si tratta delle ultime tre antologie del GSF con racconti a tema dei propri soci, edite nel 2021 e 2022. Agli eventi interverranno alcuni dei numerosi autori e sarà possibile acquistare delle copie raccogliendo le loro dediche.

Vi aspettiamo!

TRE PREMI PER “GENTE DI DANTE”

L’antologia del GSF – Gruppo Scrittori Firenze “Gente di Dante” (Tabula Fati, Settembre 2021), curata da Caterina Perrone e Carlo Menzinger di Preussenthal il 10 ottobre ha avuto l’onore di veder premiato un nuovo racconto presente nel volume. Si tratta di “Io sono la Pia”, con cui Caterina Perrone ci parla di questo misterioso personaggio femminile della Divina Commedia, la cui esatta identificazione è ancora dibattuta.

Sono così già tre i racconti presenti nell’antologia che hanno vinto dei premi.

Io sono la Pia” di Caterina Perrone il 10/10/2021, è stato il primo classificato in Categoria C della 7^ edizione del Premio Internazionale di Letteratura “Sigillo di Dante”, promosso dal Comitato della Spezia della Associazione Dante Alighieri, con la seguente motivazione: Racconto bellissimo imperniato su uno dei personaggi più tragici e misteriosi di Dante. La storia della Pia nella “Commedia” è limitata a sette versi, nei quali però è ottimamente delineato il carattere “gentile” della donna, e questo racconto ce la fa rivivere proprio così e secondo le più recenti interpretazioni: si tratterebbe di Pia Malavolti, moglie di Bertoldo degli Alberti. Appare stupenda la descrizione dei personaggi e molto accurato e documentato lo spaccato del Medioevo, tra lotte civili e vita quotidiana. Il titolo va letto calcando sulla parola “Io”, come a dire: “Sono io la vera Pia di Dante e non altre descritte nel tempo”.

L’epica ingloriosa fine del cavalier Donati” di Paolo Ferro è opera vincitrice del Premio “La Città sul Ponte – 2020 del GSF, Categoria “Racconto a tema: la Toscana, terra di Storia e di storie”, già pubblicato da A.L.A: Edizioni nell’antologia del Premio “La città sul Ponte”. La motivazione del Premio è: “Ottima e dettagliata ricostruzione storica dell’autore che con maestria ripercorre, passo dopo passo, le gesta di un personaggio che fu determinante per la sorte della città di Firenze“.

Ready Infernum Player” di Silvia Alonso, il 15 Maggio 2021, si è classificato secondo per la sessione racconti inediti sull’inferno dantesco al Premio Letterario Internazionale Creati-Vita Firenze, con la seguente motivazione: Sapienzale il racconto “Ready Infernum player- l’amore che muove il sole e le altre stelle” che sa aggiornare il viaggio dantesco al tempo odierno in tono satirico, introducendo un videogame, a più livelli, al posto della struttura delle tre cantiche della Divina Commedia ma, al contempo, attuando in modo senziente una scrittura fruibile da tutti i lettori in base alla propria preparazione culturale. Quindi, vari gradi di comprensione in quanto all’interno dell’opera sono contenuti simboli e archetipi, da sempre patrimonio filosofico di vera saggezza, proprio come era per i Fedeli D’Amore di cui Dante faceva parte.” (Enrico Taddei, segretario del Premio).

Con l’occasione si ricorda che Lunedì 18 Ottobre 2021, alle ore 17,00 presso SMS – Società di Mutuo Soccorso di RifrediVia Vittorio Emanuele II, 303 (50134 Firenze), ci sarà la Presentazione dell’antologia del GSF – Gruppo Scrittori Firenze“Gente di Dante”.

Presentano Clara Vella, Arrighetta Casini e il curatore Carlo Menzinger di Preussenthal. Brevi interventi degli autori presenti

Il GSF con questo volume che comprende 36 racconti sui personaggi del tempo e delle opere dell’Alighieri, ha voluto commemorare la ricorrenza dei 700 anni dalla morte del poeta fiorentino.

LA GENTE DI DANTE IMPROVVISAMENTE

Sabato 9 ottobre alle ore 11,00 saremo presso la Biblioteca delle Oblate (via dell’Oriuolo 24, Firenze), dove nel pomeriggio il GSF proclamerà i vincitori del Premio La Città su Ponte. Il volume sarà presentato nell’ambito dello spettacolo “DANTE IMPROVVISAMENTE” del Rimattore Pier Paolo Pederzini.

Lunedì 18 Ottobre 2021, alle ore 17,00 saremo invece ospiti del SMS di Rifredi in via Vittorio Emanuele II, 303. Presentano Clara Vella e Arrighetta Casini.

WEN – ANTENATI – Il giorno della memoria – Milena Beltrandi

«Bambini, buoni, per favore!» la classe si agita come sempre ma la maestra sta ancora parlando, c’è tempo prima che suoni la campanella.

«Domani è il giorno della memoria, ricordatevi di portare l’oggetto di famiglia, quello che ogni nucleo conserva. La lezione di domani sarà su questo: l’oggetto e la sua storia. Adesso potete andare, state attenti là fuori: salite sul pullman e dritti a casa.» Sabina, la maestra, è molto contenta, lo è ogni 21 giugno: anno dopo anno anche lei mostra il suo “oggetto” e per prima ne racconta la storia.

Ogni bambino a casa, per la prima volta, vedrà l’oggetto della sua famiglia. La legge parla chiaro sul manufatto: non si può mostrare ai bambini fino al compimento del ventesimo semestre e solo il 21 giugno, giorno dedicato alla memoria, può essere portato fuori casa o toccato.

«Buongiorno bambini! Che giorno è oggi?» chiede Sabina alla sua classe di “sextus” e gli studenti emozionati esclamano tutti insieme:

«Atrox, Florent 21 giugno 2981, il giorno della memoria!» esclamano alzandosi in piedi.

«Bravi! Oggi ricordiamo gli avi terrestri. L’ultimo giorno sulla terra fu il 21 giugno del 2099, quando le ultime navicelle lasciarono per sempre il pianeta arido e vuoto. Tutti i cittadini furono trasferiti sui satelliti dove si preparavano per l’ibernazione, ogni capofamiglia poteva portare con sé solo un oggetto della propria stirpe, non ci sarebbe stato posto per tutti, altrimenti. Appena pronti le navette spaziali partivano per il lungo viaggio, giungendo ad Atrox il nostro pianeta dopo… chi di voi sa quanti anni luce è durato il viaggio degli antenati?» i bambini circondano la loro maestra e cercano di ingannarla mostrando tutti insieme le teche con gli oggetti. Lei sorride, solo la sua intelligenza artificiale tradisce l’origine androide: AC.ST. Sabina 99 è il suo vero nome.

«Assomigli alla mia mamma!» le dice una bambina bionda e lei sorride, la sua pelle si arrossa e una lacrima di commozione scende lenta. Un robot di alta tecnologia, Sabina, l’oggetto che ha portato è un cellulare Samsung Galaxy S98 l’ultimo creato dai suoi costruttori, la storia che racconta è semplice: i suoi antenati si muovevano lenti su pavimenti predisposti impiegati per vecchi e malati in quel pianeta chiamato Terra.  Gli studenti stupiti vorrebbero sapere, toccare, ma lei sa come distrarli, Fan mostra un bruco fatto con palle di polistirolo colorato e spiega che risale al 2021 quando il suo antenato frequentava la prima elementare.

«Si chiamava come me, come me era molto bravo in matematica e alla fine dell’anno l’ha avuto in premio. Lui l’ha conservato con attenzione e dopo 960 anni è ancora intero.» Sabina conosceva la storia del bruco, era solo un caso che quel bambino fosse nella sua classe: grazie a quella maestra del  XXI° secolo, alla sua bravura e al feeling che aveva con i bambini, da allora, tutte le maestre di Atrox venivano chiamate come lei: ”Sabina”.

Dodix mostra un libro ingiallito, custodito in una piccola teca trasparente, si legge a malapena il titolo, anzi parte di esso “ G…. di Dant.”, quando lo mostra un oh di meraviglia invade la classe e la bambina orgogliosa spiega:

«Non ricordo come si chiamava la mia antenata, ma era una scrittrice famosa, questo libro  racconta di un uomo vestito di rosso, un antenato dei miei avi, anche lui era uno scrittore e un poeta,: la divi… la commedia divi… uffa, è troppo difficile, qui dentro c’è un racconto scritto dalla mia antenata.» la piccola si nasconde, ma l’interesse degli altri per quell’oggetto della memoria è altissimo, c’è chi un vero libro di carta non l’ha mai visto.

«Anche noi un giorno diventeremo antenati?» chiedono i bambini, la maestra sorride.

COSA POSSIAMO FARE IN CLASSE CON BAMBINI CON D.S.A.?

di Milena Beltrandi

IMPROVVISAMENTE LA GENTE DI DANTE

Continua l’avventura di “GENTE DI DANTE” l’antologia del GSF – Gruppo Scrittori Firenze, curata da Carlo Menzinger di Preussenthal e Caterina Perrone che racconta i personaggi del tempo delle opere di Dante Alighieri, con cui l’associazione ha voluto ricordare i 700 anni dalla morte.

Trentasei racconti, a volte di accurata ricostruzione storica, a volte di originale creazione fantastica, accompagnano il lettore alla riscoperta del Dante uomo, padre, marito, diplomatico, politico.

Dopo le presentazioni a Prato, in Palazzo Datini, a Firenze presso la Biblioteca Buonarroti, oggi alle ore 17,00 il volume sarà presentato presso la Casa di Dante (via Santa Margherita 1, Firenze), ospite del locale Circolo degli Artisti. Saluterà i partecipanti il presidente del consiglio comunale di Firenze Luca Milani e introdurrà il dantista Massimo Seriacopi.

Sabato 9 ottobre alle ore 11,00 saremo invece presso la Biblioteca delle Oblate (via dell’Oriuolo 24, Firenze), dove nel pomeriggio il GSF proclamerà i vincitori del Premio La Città su Ponte. Il volume sarà presentato nell’ambito dello spettacolo “DANTE IMPROVVISAMENTE” del Rimattore Pier Paolo Pederzini.

Lunedì 18 Ottobre 2021, alle ore 17,00 saremo invece ospiti del SMS di Rifredi in via Vittorio Emanuele II, 303. Presentano Clara Vella e Arrighetta Casini.

IL GSF TRA FIRENZE CAPITALE E LA RICORRENZA DANTESCA

L’onorevole Beppe Matulli, l’assessore Cecilia Del Re, il presidente del GSF Cristina Gatti e l’altro curatore di “Accadeva in Firenze Capitale” Sergio Calamandrei

Mentre ieri, 24 Settembre 2021, ci siamo ritrovati per una nuova presentazione dell’antologia storica del Gruppo Scrittori Firenze “Accadeva in Firenze Capitale” (a cura di Cristina Gatti e Sergio Calamandrei), onorati dalla presenza e dagli interventi dell’onorevole Beppe Matulli e dell’assessore Cecilia Del Re, nel giardino con gli splendidi affacci sull’Arno del Torrino Santa Rosa (Firenze), ci prepariamo ora a un nuovo incontro per la nuovissima antologia della nostra associazione “Gente di Dante” (a cura di Caterina Perrone e Carlo Menzinger) presso il Circolo degli Artisti Casa di Dante, in via Santa Margherita 1R (Firenze) il 30 Settembre 2021 alle ore 17,00.

Questa volta, oltre ai curatori, interverranno il dantista Massimo Seriacopi (che ha realizzato una delle due prefazioni al volume, l’altra è del giornalista Paolo Ciampi), nonché il Presidente del Consiglio Comunale di Firenze Luca Milani.

Lo spazio è ristretto e al chiuso. Sarà consentito l’accesso solo nel rispetto delle norme anti-covid e quindi al saturamento dei posti disponibili non potremo far accedere i ritardatari. Ce ne scusiamo sin d’ora.

Carlo Menzinger
Caterina Perrone
Fabrizio De Sanctis
Nicoletta Manetti
Reanto Campinoti
Sergio Calamandrei
Cecilia Del Re
Beppe Matulli
Cristina Gatti
Torrino Santa Rosa

LA GENTE DI DANTE A FIRENZE

Dopo l’esordio pratese a Palazzo Datini l’8 settembre e la partecipazione alle celebrazioni dantesche in occasione del settecentesimo anniversario della morte dell’Alighieri davanti alla Casa di Dante, il 17 settembre 2021 c’è stata la prima presentazione fiorentina dell’antologia del Gruppo Scrittori FirenzeGente di Dante” presso la Biblioteca Buonarroti alla presenza dei curatori Caterina Perrone e Carlo Menzinger di Preussenthal e di alcuni dei 36 autori.

Nonostante previsioni meteo del tutto avverse, l’evento non è stato funestato dalla pioggia. Prudenzialmente ci siamo spostati dal giardino allo spazio semi aperto del chiostro.

Gli interventi sono stati intramezzati dalle canzoni di Nicola Ronchi.

Dopo un’introduzione di Emilio Penni della Biblioteca Buonarroti (che ha invitato a visitare la mostra dantesca ospitata nei loro locali), Cristina Gatti, presidente dell’associazione, ha illustrato la natura e le attività del GSF – Gruppo Scrittori Firenze. I curatori hanno quindi raccontato il percorso che ha portato alla nascita dell’antologia e lasciato voce agli autori presenti per parlare dei propri racconti: gli stessi curatori, Gabriele Antonacci, Renato Campinoti, Barbara Carraresi, Milena Beltrandi, Antonella Bausi, Cristina Gatti, Nicoletta Manetti, Manna Parsì, Francesco Russo, Miriam Ticci, Silvia Alonso e Massimo Acciai Baggiani. È intervenuta anche Daniela Corsini, autrice dell’immagine di copertina. Silvia Alonso veniva direttamente dalla premiazione per il suo racconto “Ready Infernum Player”, presente nell’antologia. Altro racconto premiato presente nel volume è quello di Paolo Ferro.

Immagine elaborata da Milena Beltrandi

Carlo Menzinger ha anche fatto dei brevi cenni a tutti gli altri racconti in antologia, alle prefazioni del dantista Massimo Seriacopi e del giornalista Paolo Ciampi e all’appendice offerta dal Museo Casa di Dante.

Massimo Acciai ha curato le riprese dell’incontro che vi invitiamo a guardare.

Barbra Carraresi si è occupata delle distribuzioni delle copie, andate tutte esaurite, con uno spazio riempito al massimo, nei limiti delle norme anti-covid.

I prossimi incontri per “Gente di Dante” saranno:

  • 30 Settembre ore 17,00 – Circolo degli Artisti Casa di Dante a Firenze – Via Santa Margherita 1
  • 18 Ottobre ore 17,00 – SMS Rifredi Via Vittorio Emanuele II, 303.

ECCO LA GENTE DI DANTE!

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“Gente di Dante” è l’antologia di racconti del GSF – Gruppo Scrittori Firenze, omaggio ai settecento anni dalla morte di Dante Alighieri. Ma quale morte, se il suo ricordo ancora riesce a destare emozioni, scatenare fantasie, generare narrazione?

La “Gente di Dante” non è solo quella di Firenze del 1200 e 1300 o delle sue opere, siamo anche noi, che a lui ancora ci ispiriamo, scrittori appassionati e coinvolti non da un ricordo ma dalla presenza viva della sua figura e della sua storia.

L’iniziativa ha trovato tanti seguaci: ci siamo voltati e la “gente” era ormai una piccola folla. Tanti autori, tante idee diverse, tanta inventiva, tante chiavi narrative, dalla storia, all’ucronia, alla creazione fantastica. Il GSF ha così voluto soddisfare gli amanti di generi letterari diversi, ma soprattutto rendere omaggio al grande poeta fiorentino, alla sua opera poliedrica, non dimenticando che fu il primo scrittore di genere fantastico nella nostra lingua e che fu uomo oltre che artista. Da questa molteplicità le due anime dell’antologia:

La suggestione della storia

L’incanto della fantasia.

Ed eccovi allora, in attesa che sia pubblicato, per cominciare a farvi un’idea l’indice del volume:

Prefazioni

Un nuovo modo di far parlare Dante – Massimo Seriacopi

Vivo tra i vivi, con questi racconti – Paolo Ciampi

Introduzione dei curatori– Carlo Menzinger di Preussenthal e Caterina Perrone

Parte 1: La suggestione della storia

  1. Il ghibellino – Fabrizio De Sanctis
  2. L’arte della guerra – Luca Anichini
  3. Io sono la Pia – Caterina Perrone
  4. La zara di Campaldino – Giorgio Smojver
  5. Due Cavalieri – 11 giugno 1289 – Gianni Marucelli
  6. L’amicizia rivoluzionaria – Luca Lunghini
  7. Maestri e opere – Gabriele Antonacci 
  8. Segreti e bugie nella famiglia Alighieri – Renato Campinoti
  9. L’ospite illustre – Maila Meini
  10. Due esuli a confronto – Barbara Carraresi
  11. Il breve soggiorno lucchese di Dante Alighieri – Brunetto Magaldi
  12. L’epica ingloriosa fine del cavalier Donati – Paolo Ferro
  13. Corso Donati, il Barone – Roberto Mosi
  14. Sotto il Ponte Rubaconte – Milena Beltrandi
  15. La conversazione – Giovanni Paxia
  16. La vendetta de lo Alighieri – Sergio Calamandrei
  17. L’ultimo sogno di Dante – Antonella Bausi
  18. L’occultista ascolano – Cristina Gatti

Parte 2: L’incanto della fantasia

  1. O se il mio cor avesse immaginato – Nicoletta Manetti
  2. Io sono colei di cui nessuno mai parlò – Antonella Cipriani
  3. L’infante Dante- Manna Parsì     
  4. Campaldino 2021 – Alessandro Lazzeri
  5. Il sabato di San Barnaba – Pierfrancesco Prosperi
  6. De abdicatione – David Ferrante
  7. Bieiris, Dante e Margherita – Rosalba Nola
  8. Un inizio divino – Samuele Mazzotti 
  9. Il poeta e il cavaliere – Bruno Vitiello 
  10. Notte di metà settembre – Francesco Russo
  11. Dante ed io – Miriam Ticci
  12. Viaggio nel tempo – Terza Agnoletti
  13. Il barattiere – Fabio Ferrante
  14. Il Paradiso è un attico al 6° piano – Francesca Tofanari e Oliva Cordella
  15. Ready Infernum Player – Silvia Alonso
  16. I canti perduti – Carlo Menzinger di Preussenthal
  17. Lettere postume di Dante Alighieri – Massimo Acciai Baggiani
  18. Con occhi di bragia- Donato Altomare

Appendice

A casa di Dante – a cura dell’Unione Fiorentina Museo Casa di Dante.

L’antologia sarà edita dal Gruppo Editoriale Tabula Fati.

Oltre agli autori hanno collaborato al volume i curatori Caterina Perrone e Carlo Menzinger di Preussenthal, il Comitato Editoriale, composto oltre che dai curatori, da Massimo Acciai Baggiani, Renato Campinoti, Barbara Carraresi, Cristina Gatti, Chiara Sardelli e i consulenti storici Alessandro Ferrini e Massimo Seriacopi. L’immagine di copertina suggerita all’editore è di Daniela Corsini.

Questo volume fa parte dei progetti editoriali promossi dal Gruppo Scrittori Firenze, costituitosi nel 2016 quale Associazione Culturale.

Dalla sua fondazione, il GSF ha visto la partecipazione di oltre duecentocinquanta persone alle varie attività. Tra le attività promosse dal GSF vi sono premi letterari e artistici, quali “La Città sul Ponte” e “Artwork”, presentazioni e incontri letterari, corsi di scrittura, gruppi di lettura, reading, iniziative turistiche e artistiche, spettacoli teatrali e vari momenti conviviali (www.grupposcrittorifirenze.it,   https://grupposcrittori.wordpress.com/). Con i suoi autori il GSF ha realizzatole antologie collettive Vista da noi (Porto Seguro ed., 2016); Squi-Libri (Porto Seguro ed., 2017); Je t’aime…Moi non plus (Porto Seguro ed. 2017); La gioia di vivere (ALA ed., 2019); Accadeva in Firenze capitale. Racconti storici dal 1865 al 1871, (Carmignani ed., 2021).

MASSIMO SERIACOPI, Identificazione di un poeta. Dante attraverso alcuni “suoi” personaggi, Locorotondo (BA), Pietre Vive editore, 2021, pp. 72.

L’agile libretto si compone di cinque saggi danteschi che, nel loro insieme, forniscono, tassello ciascuno di un preciso ambito di indagini, un campionario dei versatili interessi del dantista, sempre capace di abbinare rigore filologico e talento comunicativo nella sua esplorazione della Comedìa

Partendo dall’assunto che il complesso iter poetico di Dante auctor scortato dal proprio bagaglio culturale e dalle proprie mirabili risorse espressive “finge” in senso tecnico una visione, lo studioso sottolinea come si modella via via la composizione testuale attraverso momenti di rispecchiamento con momenti di letteraria autoriflessione.

Il primo breve saggio – Belacqua o del “nichilismo” – è uno schizzo della figura del liutaio Duccius di Bonavia, vocatus Belacqua, incontrato da Dante trai negligenti incalliti nell’Antipurgatorio, con cui instaura, secondo quanto riportato nel IV canto, un rapporto affettuoso e intimo, tessuto di ironia, mimesi degli scambi e dei lazzi occorsi quando egli era in vita; ed ora trasformato da Dante nell’antesignano di un inerte “nichilismo”, che tuttavia il cammino purgatoriale sarà in grado di riscattare.

Nell’incipit al commento del passo dell’XI canto del Purgatorio che ha per protagonista Oderisi e che costituisce l’oggetto del secondo saggio – Credette Cimabue ne la pittura tener lo campo, e ora ha Giotto il grido: arte e bellezza nel Purgatorio dantesco –, S. evoca la smagliante bellezza delle miniature medievali che l’“onor d’Agobbio” richiama, da penitente, in un esercizio di radicale umiltà, individuando due successioni di pittori e di poeti che la fragile

Identificazione di un poeta. Dante attraverso alcuni «suoi» personaggi - Massimo  Seriacopi - Libro - Pietre Vive - | IBS

precarietà delle “umane posse” potrebbe facilmente disperdere.

I due Guidi vengono identificati senza dubbio come Guinizzelli e Cavalcanti, per il quale viene rievocato, anche alla luce dell’incontro infernale con Cavalcante, il sodalizio interrotto con il Dante della Vita nova, nonché l’eccellente stile e la mirabile fattura compositiva del corpus poetico tramandato (che gli valse il ritratto esaltante da parte di Lorenzo il Magnifico riportato nella trattazione), impregnato, sottolinea S. (erede di un filone ben ampio, ma non univoco, di studi cavalcantiani) dell’aristotelismo radicale di matrice averroista.

Dante auspica quindi una conciliazione tra la pratica dell’arte e l’altruismo, onde scongiurare ogni “tumore” di superbia, pernicioso per il retto vivere comunitario. 

L’incontro di Piccarda nel cielo della luna è oggetto del terzo saggio – Bellezza come armonia – e il suo contrario – nel Paradiso dantesco -, in cui emerge la familiarità del dantista con i commenti più antichi del poema dantesco. 

Esso si pone come prima tappa di quella mirabile educazione alla bellezza che Dante, via via “trasumanato”, sperimenta sotto la guida della Beata Beatrix, figura Christi, che, dopo avergli scaldato il petto d’amore, ha anche iniziato a guarirlo dalle distorsioni intellettuali cui i suoi limiti umani lo assoggettano.

Ci si sofferma quindi sul capovolgimento del mito di Narciso in reazione all’apparire delle anime (vv. 17-18) e sulle componenti neoplatoniche del pensiero di Dante utilizzando la lente esegetica di una redazione inedita del commento di Francesco da Buti (dal codice Martelli 7 conservato alla Biblioteca Laurenziana di Firenze, di cui è fornita in nota la descrizione codicologica) per opporre la limitatezza del mondo terreno alla perfezione (pur variegata nella teodicea dantesca) degli eletti del paradiso.

Per cui davvero nei cieli “ogni dove è paradiso” (vv. 88-89), luogo di bellezza pura dove l’amore votivo di Piccarda si contrappone all’amore di Francesca, che ha tinto il mondo di sanguigno, e la sua delicatezza alla ferina e strumentale arroganza di Corso Donati e della sua consorteria (pur con l’ipoteca “lunare” di una certa passività del personaggio). 

Il terzo saggio – Il folle volo di Ulisse come modello “puro ma impossibile” di vitute e canoscenza – rappresenta per S. un vero e proprio ritorno alle origini delle sue ricerche incentrate sul canto di Ulisse, e via via integrate negli anni, nonché già oggetto di contributi di spessore.

Il protagonista dell’Odissea è il solo dannato con il quale il poeta vive davvero un’identificazione analogica sorprendente, condividendone dei tratti costitutivi essenziali, come l’ansia di conoscenza e la ricerca della verità; tanto, pur con un’ambiguità nel testo diversamente sciolta dai commentatori antichi, da immaginare che non fosse mai tornato a Itaca per rimettersi in mare aperto dopo il soggiorno presso Circe.

Per delineare il senso di quel viaggio nella prospettiva dantesca, lo studioso evidenzia il fatto che una presunta sacralità delle colonne d’Ercole quale limite invalicabile non viene minimamente menzionata dai commentatori trecenteschi, (pur tendenti in genere alle facili allegorizzazioni; S. ne offre una rassegna, integrandovi quindi le interpretazioni di Landino e Castelvetro), né ad Ulisse vengono imputate superbia o disobbedienza, piuttosto viene sottolineata la temerarietà del suo estremo viaggio, spinto tuttavia, rileva Pietro Alighieri, da un eccesso di prudentia.

Seguendo, quindi, le raffinate strategie della fictio dantesca nel confronto con le fonti (interessante la somiglianza con un passo della Storia Vera di Luciano di Samosata, mentre è stato già messo ben in luce l’influsso esercitato su Dante dalla prima delle Heroides di Ovidio, su cui si innestano accenni rintracciati in Seneca e Servio) e ripercorrendo, sia pur in modo cursorio, la densa dossografia sul personaggio, dai commenti trecenteschi alla critica moderna – in particolare le osservazioni acute di Vincenzo Di Benedetto, Raffaele Giglio e  Edoardo Fumagalli -, lo studioso giudica quindi infondata l’interpretazione della “orazion picciola” come atto di frode, salvaguardando la complessità dell’eroe, temerario e magnanimo insieme: scelerum inventor come testimonia l’elenco delle colpe che ne hanno determinato la condanna (vv. 58-63), ma al contempo eroe della conoscenza.

Benché a posteriori il dannato giudichi “folle” la sua impresa, l’appello ai compagni, che tanta forza eserciterà nella memoria di Primo Levi internato ad Auschwitz, si sottrae ad ogni condanna e rivela la profonda consonanza intellettuale da parte dell’auctor/agens con la rifondazione da lui operata del personaggio omerico: emblematica dell’approccio di Dante alla cultura classica, oggetto di esaltazione ma nel contempo recepita nella piena consapevolezza dei suoi limiti, in quando estromessa dalla rivelazione cristiana; il poeta, dunque, a differenza di quanto accade con i tanti dannati delle Malebolge in cui icasticamente emerge la distorsione della natura umana causata dal peccato, crea con Ulisse «un meraviglioso connubio di dignità e di tragedia» (p. 45), di nobiltà d’animo a cui il suo alter ego Dante può associare, al contempo, l’umile capacità di accettazione del limite e della volontà divina e la potenza imprevedibile della Grazia; ma diviene anche un monito a mettere l’intelligenza a servizio del prossimo e del bene comune, depostone ogni utilizzo decettivo o strumentale.

Il capitolo conclusivo – Esempi di ricezione dantesca: Pascoli, Patapievici e Kadare – apre il libello ad una dimensione più ampia di letteratura comparata, e non solo.

Con un rapido excursus della articolata esegesi dantesca di Giovanni Pascoli nei suoi saggi contenuti in Sotto il velame, Intorno alla Minerva Oscura, La mirabile visione, già oggetto degli studi di S. – per il poeta di San Mauro, contro un approccio impressionistico ed estetizzante, del poema sacro va colta la complessa intelaiatura simbolico-allegorica, alla luce delle interconnessioni e indicazioni autointerpretative del poeta nel ruolo di alter Christus –, viene sottolineato come la finezza esegetica di Pascoli, pur non esente da qualche forzatura ermeneutica, emerga per la sua robustezza rispetto al dantismo coevo; inoltre, lo conferma la Prolusione al Paradiso tenuta in Orsanmichele il 4 dicembre 1902, la profonda conoscenza delle fonti classiche e patristiche – tra cui il Contra Faustum manicheoum  di Agostino di Ippona – ben sostanzia la ricostruzione del sincretismo creativo del nostro exul immeritus, la cui poesia resta comunque un mirabile mistero: un sentire la Terra nell’Universo, un errare tra le stelle, per riprendere i versi della poesia Il bolide citati nel saggio.

Allacciandosi a tale suggestione, viene introdotta l’analisi del mondo dantesco da parte del fisico e saggista rumeno Horia-Roman Patapievici, autore nel 2004 di un contributo – il cui titolo tradotto da Mondadori suona Gli occhi di Beatrice. Comera davvero il mondo di Dante? – nel quale ritiene Dante ideatore di una sorta di ipersfera, sfera a quattro dimensioni, conciliazione di cosmologia aristotelica e percezione cristiana in una complessa architettura metafisica, per cui attraverso l’effetto speculare degli occhi di Beatrice il mondo invisibile diventa “copia rovesciata del mondo invisibile” (p. 61). «Il nostro pianeta è troppo piccolo per permettersi il lusso di ignorare Dante Alighieri»: così scriveva nell’incipit al suo Dante, linevitabile, il poeta, scrittore e saggista albanese Ismail Kadare, in cui l’eredità dantesca viene ripercorsa per leggere in filigrana le traversie del popolo albanese durante e dopo l’Impero Ottomano.

Sottratti ai tentativi di imposizione e manipolazione distorta della Commedia durante l’occupazione fascista e la dittatura di Enver Hoxha, i versi di Dante restano una delle più alte e geniali esplorazioni di ogni grado dell’umanità, delle sue grandezze e della sue miserie, in cui si riverbera l’universale spettro della storia.
    L’attenta curatela di Roberto Corsi, fine critico letterario e poeta “di razza” egli stesso, ha ben composto l’intarsio dei testi selezionando ed evidenziando i passi danteschi e integrando, con parsimonia, alcune utili aggiunte iconografiche.

Tra queste, la splendida copertina con il dipinto di William Blake che rappresenta Anteo, “gigantesca allegoria del possente apparato critico e performativo” (p. 9) che onora il poeta in questo centenario. 

di Maria Beatrice Di Castri

NOTA DEL REDATTORE: Massimo Seriacopi, docente di Lettere, Dottore di ricerca in Filologia dantesca, Vicedirettore della rivista “Letteratura Italiana Antica”, direttore di collane editoriali, autore di articoli su riviste italiane e internazionali e di numerosi volumi di esegesi del testo e critica dantesca, ha curato la prefazione dell’antologia del GSF “Gente di Dante” di prossima pubblicazione.

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