“Era l’11 settembre” di MIRKO TONDI – Recensione di Antonella Cipriani

Non fatevi scoraggiare dal tema principale, ovvero il lutto del protagonista, Nando Barrella, al quale muore il figlio in un incidente stradale. La tragedia individuale dell’uomo coincide con quella collettiva dell’11 settembre 2001, data in cui l’umanità intera assiste a uno dei più incredibili attacchi terroristici della nostra storia, l’attentato alle Torri Gemelle.

Nando Barrella, uomo dilaniato da sensi di colpa, ormai ottantenne, incarica uno scrittore, ghostwriter di professione, di scrivere la storia della propria vita, ripercorrendo in particolare i momenti vissuti col figlio, sentendosi indirettamente responsabile della sua morte.

La storia si alterna alle vicende dei due protagonisti, Nando coi suoi ricordi, rimorsi, sensi di colpa, nostalgie, rimpianti e lo scrittore, giovane amareggiato e deluso dal sogno di divenire un “vero” scrittore, costretto invece a essere la voce fantasma degli altri. Attraverso l’incontro delle due esistenze tormentate, si assisterà alla rinascita personale di entrambi i protagonisti.

Un romanzo intenso, profondo. L’autore riesce sempre a far emergere, delineare, rappresentare i personaggi attraverso gli sguardi, i movimenti, i dialoghi, le riflessioni, i pensieri, le loro manie, regalandoci una scrittura originale, curata e mai banale. I numerosi riferimenti letterari, musicali, artistici e cinematografici, rendono il libro interessante e stimolante per il lettore che non si accontenta della superficialità della narrazione, ma esige di più. L’introspezione psicologica dei personaggi si colloca in primo piano, invitandoci alla riflessione su quelle che sono anche le nostre incertezze, paure, debolezze…

La scrittura è scorrevole e coinvolgente.

Un’opera che ogni lettore, almeno quello che non ricerca solo distrazione e divertimento nella lettura, dovrebbe leggere. E come dico sempre alla fine di una recensione sull’autore, Mirko Tondi è sempre una garanzia.

Firenze, 1 gennaio 2021 di Antonella Cipriani

Bibliografia Tondi M. “Era l’11 settembre” Ed. Toutcourt, 2020

RICOMINCIO DA FIRENZE -Antonella Cipriani legge Mirko Tondi

Ho appena terminato Ricomincio da Firenze di Mirko Tondi, leggendolo secondo l’ispirazione del momento, saltando i capitoli, per poi tornare indietro e poi di nuovo avanti con tutta la libertà che un’opera del genere permette, anche se questo è un libro che non conosce la parola fine, perché può sempre presentarsi l’occasione di rivedere in TV uno dei film menzionati e proprio quando ci sfugge il nome di uno scorcio di Firenze che ci è così familiare ma che non riusciamo a riconoscere e a collocare nell’attuale contesto della città, ecco che il libro ci viene in aiuto.

Mirko come sempre non tradisce il suo lettore e stavolta ci intrattiene con un’opera originale, un po’ diversa, un misto tra saggio, romanzo, documentario, raccolta di interviste, opinioni e fotografie.

Dietro l’occhio della cinepresa, attraverso le sequenze più significative delle pellicole, ci mostra la città e la sua trasformazione negli anni, mentre i personaggi ci rivelano i cambiamenti politici, etici e sociali nel tempo. Una carrellata di film che abbracciano un periodo che va dagli inizi del secolo fino al 2016 con Inferno, ultimo film menzionato.

Attraverso un’accurata e dettagliata ricerca, che passa anche attraverso il contributo di personaggi di rilievo della cultura e dell’ambiente fiorentino, come scrittori, giornalisti, attori, registi, editori, critici, blogger – Sergio Forconi, Maurizio Lombardo, Barbara Enrichi, Paolo Ciampi, Chiara Novelli, Nicola Ronchi, Militello, Gordiano Lupi, Valerio Aiolli, Emiliano Gucci, solo per citarne alcuni – Mirko ci offre un’opera dettagliata, documentata e approfondita di luoghi, fatti e persone, svelandocene curiosità e aneddoti.

La lettura del libro è stata per me l’occasione per rivedere i film o per vederli la prima volta (ebbene sì, lo ammetto Incompreso di Comencini sempre scartato a priori per la nomea di film strappalacrime, si è rivelato invece una piacevole scoperta che mi sono gustata in ogni singola sequenza). Meravigliose le pellicole datate come Paisà, Cronache di poveri amanti, Le ragazze di San Frediano, Metello con le suggestive inquadrature di una Firenze d’inizio secolo, per non parlare della saga di Amici miei, A ovest di Paperino, Caruso Pascoski di padre polacco, Benvenuti in casa Gori, i Laureati, il Ciclone, film che rappresentano tutta la goliardia fiorentina e che hanno accompagnato la mia gioventù. Viene citato anche un film tratto dal romanzo di Saviane Eutanasia di un amore, girato a pochi passi da casa mia, di cui ricordo bene i giorni delle riprese.

Ricomincio da Firenze è veramente un libro interessante, piacevole, stimolante che ogni fiorentino dovrebbe conservare nella propria biblioteca o sul tavolino del salotto, davanti al televisore.

Firenze, 25 novembre 2020 di Antonella Cipriani

Biblografia Tondi M. Ricomincio da Firenze Ed.Il Foglio, 2020 Piombino

Cerimonia di premiazione del Concorso letterario “La Città sul Ponte” 5^ edizione 2020

Firenze, Biblioteca delle Oblate – sabato 19 settembre 2020

Una scommessa vinta.

Ho pronunciato questa frase al termine della giornata, quando tutti gli autori premiati avevano avuto il loro momento di gioia nel sentirsi chiamati sul palco per ricevere il premio per le loro opere.

Massimo Zona, Vincenzo Sacco, Cristina Gatti, Antonella Cipriani, Daniele Locchi durante la premiazione del Poetry Slam del Premio La Città sul Ponte

Questo è un anno particolare, terribile per molti versi. Capace di spazzare via tutto, di stravolgere le nostre vite costringendoci ad un lungo isolamento sociale. Quelli del lockdown sono stati i mesi in cui le nostre giurie avrebbero dovuto svolgere in serenità il loro lavoro di lettura e valutazione di racconti, romanzi e poesie. La cerimonia di premiazione era prevista per giugno, quando stavamo ancora faticosamente uscendo dal lockdown. Non ci restava, così, che rimandare tutto a tempi migliori.

Ad agosto le giurie delle cinque sezioni del Premio, racconti a tema libero, a tema, romanzi editi, inediti e poesie, concludevano i lavori con la pubblicazione dei risultati sui canali social. Restava da prendere la decisione più importante: ci chiedevamo se svolgere la cerimonia di premiazione nonostante le numerose, stringenti regole di precauzione per la sicurezza anti-contagio. Dopo molte incertezze e legittimi dubbi abbiamo deciso di non rimandare o peggio cancellare la cerimonia, ma  di svolgerla al chiuso sabato 19 settembre, presso la Biblioteca delle Oblate.

Durante la mattinata, oltre alla premiazione di “ARTWORK”, concorso per le Arti Visive, si è svolto un incontro sul tema “Toscana: territorio, letteratura e arti” con la partecipazione degli scrittori Paolo Ciampi e Mirko Tondi.

Il pomeriggio è iniziato con la gara di poesia, secondo le regole del “Poetry Slam”, che ha visto la partecipazione di quattro poeti guidati da Daniele Locchi. La giuria, formata da volontari scelti tra il pubblico, ha decretato la vittoria di Massimo Zona con due sue composizioni in vernacolo romanesco. Di seguito si è svolta la premiazione della sezione poesia. Maila Meini, coordinatrice della giuria, ha proclamato come vincitore Sante Serra con la sua composizione “Ti ho parlato in silenzio (a mio padre)”.

La sezione dedicata ai romanzi inediti, la cui giuria è coordinata da Fabrizio De Sanctis, è stata vinta da Pablo Cerini con l’opera “Cold Turkey”. Il vincitore riceverà una proposta di pubblicazione da parte di un editore, su suggerimento della nostra associazione.

Per la sezione dei racconti a tema libero Cristina Gatti, coordinatrice della giuria, ha proclamato vincitore Luigi Lazzaro con l’opera “Chagarrata” sul tema del terrorismo di matrice islamica.

L’argomento per la sezione dei racconti a tema era “Toscana: terra di Storia e di storie” e si ricollegava idealmente all’incontro svolto la mattina. Cristina Gatti ha consegnato il premio a Paolo Ferro, vincitore con l’opera “L’epica ingloriosa morte del cavalier Donati”, racconto storico su un personaggio meno noto della storia toscana.

I libri inviati per la sezione dei romanzi editi, ultima sezione ad essere premiata, sono stati moltissimi. Tra tutti ha primeggiato “La misura” di Gabriella Pirazzini. Maria Gloria Messeri, coordinatrice della giuria, ha consegnato il premio alle delegate della vincitrice, le sue due nipotine. Queste hanno letto un messaggio in cui l’autrice ci ha comunicato che il premio in denaro sarà devoluto a un’associazione che aiuta negli gli studi ragazzi in difficoltà.

La cerimonia si è conclusa con i miei saluti e la speranza che il prossimo anno la Sala “Sibilla Aleramo” della Biblioteca delle Oblate possa tornare a riempirsi per l’edizione numero sei del nostro Premio “La Città sul Ponte”.

Concludo ringraziando la nostra Presidente Cristina Gatti, Antonella Cipriani per l’incessante lavoro di consegna dei premi e sanificazioni di superfici e microfoni e Marco Ciutini per le riprese e le foto dell’evento. Ringrazio tutti i componenti delle giurie delle varie sezioni e ancora un ringraziamento speciale va alla Biblioteca delle Oblate e al suo personale che ha consentito lo svolgimento della nostra manifestazione.

Arrivederci alla prossima edizione del concorso.

Vincenzo Maria Sacco

Presidente del Premio letterario “La Città sul Ponte”

“Metrica della distanza” di Mirko Tondi

Mirko Tondi

Metrica della distanza di Mirko Tondi si potrebbe considerare un romanzo di formazione se il protagonista, Gabriele Muriccia, fosse un ragazzino alla scoperta di sé stesso e del mondo degli adulti, anzichè un uomo di quarant’anni. Vissuto all’ombra di una madre protettiva e autoritaria, Gabriele vive in solitudine, senza veri rapporti affettivi e sociali, se non quelli convenzionali dettati dalle regole comuni. Tutto scorre in equilibrio quasi perfetto, fino alla morte improvvisa della madre. L’evento drammatico sarà la sua opportunità di svolta in cui dovrà scegliere se vivere o morire. Sarà il caso a fornirgli le rispostee la musica ad accompagnarlo in questo nuovo viaggio.

Non lasciatevi spaventare dalla prima parte del libro, dove il tema della Morte permea e domina la scena.  “La morte ha sempre l’accortezza di mostrarsi nella sua indiscutibile interezza, un messaggio univoco che non dà adito alle interpretazioni”…”La morte di chi ci circonda ha una sua funzione, che ci sia comprensibile oppure no.”…”La morte esige anche dignità purtroppo”. Personalmente,  pensieri, riflessioni ,  approfondimenti  del genere sono la parte che preferisco. C’è molto da meditare su questo capitolo ineluttabile della vita e Mirko attraverso una storia di solitudine e amore, ce ne offre la possibilità.

Nella seconda parte invece lo scrittore ci regala più narrazione e azione, assistendo alla rinascita e alla rivelazione del protagonista che ritrova sé stesso superando isolamento e apatia, caratteristiche di un tempo remoto.

In un clima leggero, scorrevole, ben rappresentato, si inseriscono riferimenti di

musica soul, grande passione di Gabriele, (di cui l’autore ci informa dettagliatamente nelle note), che incuriosiscono e stimolano il lettore a ricercarli, per ascoltarli e magari accompagnarli alla lettura. Parole e musica si integrano, creando così un’opera originale e piacevole.

Un libro che consiglio a tutti.

 Mirko Tondi è sempre una garanzia.

di Antonella Cipriani

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