WEN – ANTENATI – Uguale identico – Serena Taccagni

“Gli occhi di sicuro sono quelli di mio nonno, eh si, lo vedi come sono chiari chiari, quasi color del cielo di primavera al mattino. Mio nonno li aveva così, uguali identici” “Beh, anche il mio, se è per quello li aveva così. Ora che li guardo meglio, il taglio mi pare più il suo”Continua a leggere “WEN – ANTENATI – Uguale identico – Serena Taccagni”

WEN – FRATELLI – La preferita – Serena Taccagni

Non sono stata la preferita dei miei genitori nemmeno per un attimo in tutta la mia vita, non è una cosa bella da dirsi, ma è la verità e non posso mentire. Non lo sono stata nemmeno per un secondo, né quando ho vinto la gara di atletica, né quando mi sono trovata il primoContinua a leggere “WEN – FRATELLI – La preferita – Serena Taccagni”

WEN – GENITORI – A metà circa – Serena Taccagni

Sono in udienza e il mio cellulare continua a vibrare, deve essere importante se va avanti così da quasi un’ora. Scosto appena la toga per guardare il display: Clara. Avrebbe atteso, come ho fatto io per metà della mia vita. Svuotata l’aula mi decido a rispondere, se non altro per mettere fine a questo brividoContinua a leggere “WEN – GENITORI – A metà circa – Serena Taccagni”

WEN -FIGLI – Da vecchio – Serena Taccagni

Non pensavi di invecchiare così presto e male, non deve essere facile, avevi il mondo nelle tue mani, ora il mondo non ti guarda più e le tue mani non riescono a sorreggere nemmeno il bicchiere per bere, e sì che ne avresti di sete. Quella lì, mica lo sa quanta sete hai tu. LeiContinua a leggere “WEN -FIGLI – Da vecchio – Serena Taccagni”

WEN – LUSSURIA – Lo smalto perfetto – Serena Taccagni

Carla era lì concentrata a stendersi lo smalto viola sulle unghie dei piedi, e tutte le volte che se ne stava lì in bilico, con un piede sul davanzale e l’altro puntato sul pavimento freddo, sentiva quei rumori, e tutte le volte si chiedeva se avessero un’ora ben precisa, perché lei si stendeva lo smaltoContinua a leggere “WEN – LUSSURIA – Lo smalto perfetto – Serena Taccagni”

WEN – ACCIDIA -Game over – Serena Taccagni

Giovanni aveva deciso di passare così il suo tempo di lavoro forzato da casa, risparmiando i soldi della badante di sua madre, trasferendosi da lei in quel piccolo appartamentino in centro, in uno dei tanti quartieri dormitorio, silenziosi, pieni di verde, dove le famiglie fanno rientro solo a tarda sera. Giovanni aveva preso possesso delContinua a leggere “WEN – ACCIDIA -Game over – Serena Taccagni”

WEN – GOLA – Appeso a un filo – Serena Taccagni

La prima volta mi hanno chiamato foca all’uscita della scuola. Lo ricordo bene. Foca e poi quel verso con le mani, prima uno, poi due, poi tutta la 3^ D. Da quel giorno ne sono passati di soprannomi, nomignoli, più o meno fantasiosi. Da chi ti diceva, come fai a vestirti, a camminare, ippopotamo, alContinua a leggere “WEN – GOLA – Appeso a un filo – Serena Taccagni”

WEN – SUPERBIA – Ride bene chi ride ultimo – Serena Taccagni

La vista sul grande parco era una delle cose per cui valeva la pena diventare Presidente, oltre tutto il resto, copioso, generoso, succulento corredo. Rispetto, potere, visibilità, ultima parola, sempre. Viveva per quello, lo aveva fatto fin da piccolo, e sapeva che ci sarebbe arrivato, prima o poi. Il potere lo aveva esercitato in ogniContinua a leggere “WEN – SUPERBIA – Ride bene chi ride ultimo – Serena Taccagni”

WEN – INVIDIA – Il tubo – Serena Taccagni

Mentre lei contemplava il mare calmo tra le braccia rassicuranti di Francesco, pensava a come la vita sia imprevedibile, e come da una cosa negativa, come l’invidia, potesse nascere una cosa così bella come l’amore. Appena sei mesi prima lei, che viveva da sola ormai da molto tempo, era tornata a casa con sua mamma,Continua a leggere “WEN – INVIDIA – Il tubo – Serena Taccagni”

WEN – AVARIZIA – Le cose di Giorgio – Serena Taccagni

Giorgio era una di quelle persone parsimoniose, come ne esistono poche, che mangiano pochissimo per non dover sprecare cibo, evacuandolo in quella tazza mangiasoldi, come chiamava lui il water. Era un omino piccolo piccolo, per i vestiti necessitava di metà stoffa degli altri, pareva che anche madre natura avesse voluto imprimergli nel fisico l’idea delContinua a leggere “WEN – AVARIZIA – Le cose di Giorgio – Serena Taccagni”

Crea il tuo sito web con WordPress.com
Crea il tuo sito